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Speciale Elezioni 2013

«Non faccio salire lo spread»
Squinzi Vs Monti | SONDAGGIO

Squinzi accusa Monti: fai macelleria sociale. Premier replica: tu fai salire spread. Cosa ne pensi?
  • Squinzi ha diritto di esprimere una critica se non condivide un provvedimento del governo
  • Ha ragione Monti: in questo momento chi critica il governo danneggia l'Italia
9 luglio 2012
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Segna febbre alta la colonnina di mercurio del termometro che misura i rapporti tra governo e imprese dopo che il leader degli industriali, Giorgio Squinzi, ha bollato la spending review del supercommissario Enrico Bondi come una potenziale fonte di «macelleria sociale». Ed ha stilato la pagella di fine anno del professore, senza neppure dargli la sufficienza.

Mario Monti, visibilmente irritato, non lascia cadere la provocazione e bacchetta il presidente di Confindustria. E a poco serve se a fine giornata arrivino le scuse al premier da parte di un past president di Confindustria del calibro di Luca Cordero di Montezemolo. Certe frasi, dice l'ex numero uno di Viale dell'Astronomia, «fanno male e sono certo che non esprimano la linea di una Confindustria civile e responsabile». Monti, infatti, sembra trasecolare. «Dichiarazioni di questo tipo, come è avvenuto nei mesi scorsi, fanno aumentare lo spread e i tassi. A carico non solo del debito, ma anche delle imprese» reagisce gelido il premier spiegando al capo di Confindustria che se lo spread non scende è perchè «c'è un po' di incertezza su quello che succederà nella governance dell'economia» dopo le elezioni. E le imprese, mette bene in chiaro il premier, dovrebbero quindi apprezzare gli sforzi del governo dei professori.

Ma arriva la replica del presidente di Confindustria. «Non sono le mie frasi a far salire o scendere lo spread». E sulla polemica: «Non me le aspettavo perché è basata su frasi decontestualizzate. Il senso era diverso. Noi abbiamo sostenuto la spending review, siamo stati i primi a sostenere la necessità di farlo e i primi a sostenere quanto fatto dal Governo». Squinzi ha ribadito che i proveddimenti del Governo vanno «nella direzione giusta e l'ho detto anche l'altro giorno».


Intanto, le Borse sono fiacche e lo spread vola sopra quota 480. I mercati scalpitano, vanno in altalena e guardano nervosamente all'Eurogruppo che si tiene oggi pomeriggio a Bruxelles. Francesi e italiani vorrebbero rapidamente implementare le decisioni Ue della settimana scorsa, mentre i tedeschi fanno melina. Difficilmente oggi si arriverà a soluzioni definitive, a parte gli aiuti per Cipro. Più probabile che sia il prossimo Eurogruppo del 20 luglio a risultare più decisivo. Sul tavolo ci sono gli aiuti alle banche spagnole, lo scudo anti-spread, la Grecia e il futuro dell'Esm. Il fondo salvastati permanente non è ancora operativo e pende sul suo capo la spada di Damocle del pronunciamento dell'Alta Corte tedesca. Efsf e Bce per ora non comprano bond. Sulle banche spagnole da Bruxelles arriva la notizia non proprio incoraggiante che di ricapitalizzazione diretta si riparlerà solo dopo l'avvio della supervisione bancaria della Bce.

Intanto però Madrid si dice disponibile a varare la bad bank e a siglare il memorandum di intesa con le procedure per i finanziamenti. I mercati accolgono nervosamente tutte queste voci. Tokyo chiude in perdita dell'1,37%. In Europa le borse sono negative, con l'esclusione di Milano che passa in positivo, mentre Madrid è la piazza azionaria pggiore. Lo spread sale sopra quota 480, e ora è a 475, mentre il differenziale spagnolo è a 574, sopra lo spread irlandese. Il premier Mario Monti ha incontrato il commissario Ue agli Affari economici e monetari Olli Rehn, che ha promosso la spending review.