«Molto spesso quando i nostri pescherecci, disarmati, si avvicinano alle coste della Tunisia vengono mitragliati. Usiamo lo stesso metodo», anche l'eurodeputato della Lega Francesco Speroni, dai microfoni di '24 Mattino' su Radio 24, evoca l'uso delle armi per il contrasto all'immigrazione clandestina.
«Non sbagliano i tunisini. Se uno invade le acque territoriali di un Paese sovrano - osserva Speroni - è lecito usare le armi, questo è diritto internazionale. L'ha fatto anche Zapatero, se viene violata la sovranità di un Paese è lecito usare le armi, poi se è opportuno o meno lo decide il governo».
All'obiezione che sui barconi potrebbero esserci potenziali profughi Speroni ribatte così: «Non ce l'hanno certo scritto in fronte se sono profughi, ma non c'è una situazione in Tunisia che giustifichi l'arrivo di profughi. Se venissero da Malta o dal Canada lei direbbe che sono profughi?». «Scusate - aggiunge - in Libia l'Europa non sta usando le armi? Le armi o si possono usare o no. Noi siamo invasi, c'è gente che viene in Italia senza permesso, violando tutte le regole. A questo punto vanno usati tutti i mezzi per respingerli, eventualmente anche le armi».
«Noi in Libano, in Afghanistan stiamo usando le armi, perchè non dobbiamo usarle per difendere i nostri confini? Si parla tanto dei 150 dell'Unità, qui si tratta di difendere i sacri confini della Patria, come qualcuno ancora dice», dice Speroni he suggerisce: «Per esempio, si può fare un blocco navale, cosa abbiamo a fare la Marina militare se non è capace di fermare un'invasione?».
L'esponente leghista, nel testo dell'intervista diffuso dall'emittente, chiama anche in causa il capo del nazismo: «Hitler - dice infatti - ha sbagliato tutto: se fosse vissuto nei giorni nostri avrebbe mandato dei tedeschi coi barconi a invadere il mondo e nessuno avrebbe potuto fermarli perchè 'beh, ci sono le ragioni umanitariè».
DUE DONNE ANNEGANO
A PANTELLERIA
Secondo quanto confermato da fonti della Guardia di Finanza di Lampedusa, non ce l'hanno fatta due donne tra i 250 immigrati giunti nelle scorse ore a Pantelleria a bordo di un vecchio motopesca.
Una delle due donne era madre di cinque bambini che erano a bordo con lei: ora sono tutti all'ospedale col padre e stanno bene, fisicamente...
Le due migranti sono morte durante la traversata del Canale di Sicilia, e i loro corpi sono stati recuperati a poche decine di metri dalle coste della piccola isola della provincia di Trapani. Le forze dell'ordine in queste ore stanno lavorando per ricostruire gli eventi che hanno portato al decesso delle due donne.
Intanto, continua a Lampedusa e a Pantelleria l'ondata di approdi di barconi carichi di immigrati. Dopo lo sbarco ieri sera sulla maggiore delle Pelagie di una barca con 57 immigrati, all'alba di stamani due «carrette» del mare hanno raggiunto le due isole.
A Sud di Lampedusa, invece, un altro natante con un centinaio di persone a bordo è stato intercettato da una motovedetta della Guardia di finanza poco prima che affondasse. Ancora a Pantelleria, poi, sono arrivati i 250 immigrati di origine subsahariana che si trovavano su un vecchio motopesca. Ieri intanto sul fronte dei trasferimenti è partita da Cala Pisana la nave Excelsior, della flotta Grandi Navi Veloci, con a bordo 800 immigrati destinati a diversi centri d'accoglienza sparsi sulla penisola, e sono stati rimpatriati con due ponti aerei, partiti direttamente da Lampedusa, 60 tunisini. Stamani è ripreso il servizio di pattugliamento aereo del Canale di Sicilia, ma le condizioni del mare, in netto peggioramento, lasciano supporre una diminuzione degli sbarchi nelle prossime ore.