Speciale primarie del centrosinistra

Intervista a Matteo Renzi di Claudio Sardo

22 novembre 2012
A - A
IL DIRETTORE CLAUDIO SARDO
INTERVISTA MATTEO RENZI


"Bisogna costruire un'altra sinistra. Per superare la crisi non basta il rigore, né la ricetta socialista". "Sì alle proposte di Ichino sul lavoro". "Israele ha diritto di vivere senza minacce".

RENZI FOTO STORIAFOTOSTORIA
RENZI






SI VOTERA' COSI'
ECCO LA SCHEDA


RENZI VIDEOMATTEO RENZI:
TUTTI I VIDEO





attacca renzi#ATTACCARENZI
Il tormentone su Twitter:
«È tutta colpa di Renzi»
di Federica Fantozzi





PRIMARIE, ECCO COSA
DOVRANNO FIRMARE
GLI ELETTORI: IL TESTO



IL BLOG DI RENZI SU UNITA.IT
blog renzi












IL DIRETTORE CLAUDIO SARDO
INTERVISTA MATTEO RENZI



Matteo Renzi chiuderà la sua campagna in Emilia, in Umbria, in Toscana. Nelle Regioni rosse. Del resto la radicalità della sua sfida, il tratto «sovversivo», l’offensiva politica e simbolica che ha condotto fin dal giorno in cui ha pensato di candidarsi riguarda il corpo, la natura, le radici della sinistra italiana. Forse più della stessa istanza di rinnovamento generazionale, che è diventata la sua leva di consenso. Renzi si mostra soddisfatto, molto soddisfatto dei risultati raggiunti in queste settimane: «È stata un’esperienza esaltante, qualunque sia il risultato finale».

«Si è costituito un comitato Renzi in ogni provincia italiana - prosegue - sono impegnate decine di migliaia di volontari, gli attivisti web sono 114 mila. Abbiamo impresso una scossa alla politica nazionale. E abbiamo dato al Pd un grande patrimonio da spendere per il governo del Paese. Qualcuno sosteneva che le primarie non sarebbero servite a nulla, anzi che ci avrebbero fatto male, che avrebbero provocato solo divisioni: vorrei sentirli adesso. Le primarie sono l’ossigeno del Pd, sono connaturate alla nostra idea di partito e di democrazia».

Il sindaco di Firenze ha 37 anni. Il primo impegno nei comitati per Prodi, la prima tessera quella del Popolari. Alla nascita della Margherita è diventato segretario provinciale di Firenze. Tre anni dopo presidente della Provincia. L’affondo vincente nel popolo della sinistra avvenne alle primarie per il sindaco, nel 2009. Furono poste allora le basi per la sfida di oggi. E la parola «rottamazione» cominciò a circolare. Nonostante la violenza del contenuto. «No, non ci sto - replica immediatamente Renzi. - Non è vero che rottamazione è una parola violenta. E mi ribello con tutte le forze a ciò che ha scritto Michele Prospero su l’Unità: che la rottamazione abbia addirittura assonanze fascistoidi. Non scherziamo: il fascismo è il male assoluto, è la privazione della libertà. Io invece ho posto un tema reale e largamente sentito, cioè il rinnovamento delle classi dirigenti. Se non avessi usato la metafora della rottamazione neppure mi avrebbero ascoltato. Quella parola non è nulla più che un tributo pagato alle regole della comunicazione moderna».

Precedente Precedente
Pagina 1 di 4