Speciale primarie del centrosinistra

«Grillo parlante» contro Bennato di T. Jop

Il cantante mette in rete una canzone che suona critica nei confronti del comico «predicatore» e viene subito sommerso da insulti e minacce. ELEZIONI 2013 | Lo strano popolo 5 stelle di M. Bucc.
Bennato canta contro grillo
Di Toni Jop
22 febbraio 2013
A - A
Questa è la storia di uno di noi, purtroppo non nato per caso in Via Gluck, perché Edoardo Bennato è nato altrove, non ha scritto canzoni a sostegno del Movimento di Grillo, ma anzi ha pensato - bene e male insieme - di registrare un brano dal titolo «Al diavolo il Grillo Parlante» e di metterlo in rete. Lo ha fatto lunedì scorso. Una canzone che suona critica nei confronti del comico «predicatore» e viene subito sommerso da insulti e minacce.

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Trovate il brano su You Tube che, nel frattempo, ha smesso di essere un luogo in cui si ascolta-vede musica e se ne parla per trasformarsi in una dependance furibonda del clima elettorale che sta attanagliando il paese. Perché i «grillini» non l'hanno presa bene questa storia: come sarebbe che qualcuno si permette di mandare al diavolo Grillo? Ma è davvero il Grande Imbuto del Movimento, il bersaglio mascherato di una canzone che veleggia nei mari collodiani? Nell'incertezza, hanno avviato contro l'autore, uno che ha sempre sberleffato tutti e tutto, una fatwa durissima, atroce per le parole usate, per i toni adottati, per l'intollerabile sofferenza, e insofferenza, manifestata per quell'allegro, ben ritmato pezzo dai sensi probabilmente sospesi con una buona dose di intelligenza e anche di furbizia.

DISCO E MUSICAL
L'ultima fatica di Bennato è una delle cose musicali che in queste ore si ascoltano di più on line, e per molti ahi che dolòr. Note di regìa: il brano all'indice delle folle del web è stato scritto da Bennato per inserirlo nel disco «Sono solo canzonette» ma anche per nutrire il musical «Pinocchio nel paese dei balocchi»: non si tratterebbe quindi di una esplosione serva dei tempi, quanto piuttosto della tessera piazzata in un lavoro complesso. Il testo è sapiente e corre sul filo di una ambiguità molto teatrale in cui la figura di Pinocchio, in particolare, sfugge alla paternità certa di molte delle considerazioni che vanno a colpire il Grillo Parlante.

In altre parole, non è chiarissimo se è Pinocchio a dire male del Grillo o se invece è un coro invisibile, e quindi lo stesso Bennato, a sostenere quei giudizi piuttosto pesanti. La storia sembra complessa e infatti lo è: c'è da dire che Bennato ha provveduto, fin qui, a lasciare intatta quella ambiguità. Brandelli del testo: «Il Grillo Parlante ha parlato e adesso, con serietà, affronta problemi più seri e il pubblico ancora lo applaudirà», ma l'incorreggibile Pinocchio è allergico a tutte le prediche e «se ne fregherà», «Al diavolo il predicatore che predica la sua morale, che predica perché vuol bene al pubblico pronto a pagare».

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