Sit-in Pd: «Premier insulta lo Stato»

1 marzo 2011
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L'ondata di indignazione che si è sollevata dopo le parole del premier Silvio Berlusconi contro la scuola pubblica 'travolge' lo shopping romano: fuori dalla Galleria Alberto Sordi (ex Colonna), sul marciapiede che guarda verso palazzo Chigi, questo pomeriggio decine di persone si sono radunate per contestare il presidente del Consiglio in un sit-in organizzato dal Pd. Il gotha del partito si è mescolato a manifestanti e curiosi. Mancava il segretario Bersani, ma c'erano la presidente dei Democratici, Rosy Bindi, la presidente dei senatori Pd, Anna Finocchiaro, il capo dei deputati, Dario Franceschini. E con loro la responsabile Scuola, Francesca Puglisi, le deputate esperte di istruzione Maria Coscia e Manuela Ghizzoni, i senatori della commissione Cultura Antonio Rusconi e Albertina Soliani. Pioggia battente fuori dalla Galleria e cuori palpitanti dentro, desiderosi di difendere la scuola pubblica «dal vergognoso attacco del premier e del governo». E da una riforma che «fa schifo», ha detto senza mezzi termini Bindi: «È una riforma che umilia il paese e penalizza le giovani generazioni. Berlusconi ora sta usando tutti gli argomenti possibili pur di scambiare qualcosa con un pezzo del mondo cattolico, ma gli italiani non ci cascano. Il governo ha ereditato un sistema dell'istruzione competitivo, ma con la riforma della Gelmini sta distruggendo una delle istituzioni pubbliche più importanti dell'Italia».

«Per una scuola pubblica garanzia del libero pensiero», recitava uno degli striscioni srotolati dai manifestanti, l'altro citava l'articolo 34 della Costituzione che garantisce l'accesso agli studi ai meritevoli privi di mezzi. Oggi è stato il punto di partenza di altre iniziative che verranno: la consegna, l'8 marzo, delle firme con la richiesta di dimissioni per il premier, la manifestazione in difesa della Costituzione il 12 marzo. «Il 25 noi saremo anche in sciopero- ha ricordato Mimmo Pantaleo, della Flc Cgil- che sarà caratterizzato dal no all'attacco nei confronti della scuola pubblica». Mentre l'8 aprile, spiega Francesca Puglisi, ci sarà una «notte bianca in difesa della scuola a Bologna, Torino, Napoli e Milano», le città dove si vota per le amministrative. «E in Parlamento- continua Puglisi- siamo impegnati per la cancellazione della terza tranche di tagli sulla scuola e per la stabilizzazione di 100mila precari. I soldi ci sono». «La mobilitazione trasversale dell'opinione pubblica è importante perchè gli insulti di Berlusconi sono uno schiaffo in faccia a studenti, agli insegnanti e a migliaia di lavoratori che tirano avanti in una situazione di disagio e nonostante le poche risorse a disposizione. Insultare la scuola pubblica ècome insultare lo Stato- ha sottolinato Franceschini-. Berlusconi insulta perchè pensa che, sollevando polveroni, riuscirà a coprire i suoi guai giudiziari».