Speciale primarie Pd 8 dicembre 2013
Speciale Elezioni 2013

Ora il Cav. è rassegnato. «Sconterò la pena, ma...»

santanché berlusconi sfondo lapresse 640
Di Claudia Fusani
25 agosto 2013
A - A
Il vertice decisivo è diventato un’assemblea di umori e pareri. Il cui unico obiettivo è continuare «ad alzare la posta per strappare il più possibile in termini di agibilità politica e soprattutto tempo utile a trovare altre soluzioni».

NEL PDL TUTTI CONTRO TUTTI
LITE SANTANCHE'-CICCHITTO...


BRUNETTA, AUT AUT SULL'IMU: ELIMINARLO O ADDIO GOVERNO. FASSINA: NON SI PUO' TOGLIERE A TUTTI

Ma i toni perentori di Alfano sono ormai merce utile solo per slogan che lasciano il tempo che trovano. La verità va cercata altrove. Ed è ben chiara a ognuno degli ospiti del vertice che alle 18 e 30 di ieri sera veniva trasferito a bordo di uno shuttle bus da villa San Martino all’aeroporto con destinazione la Capitale.

-Cav: «Se mi buttano affondano» (VIDEO)
-SCONTRO Letta-Alfano | Premier: «No a ultimatum» | VD
-Alfano: «Rottura se Berlusconi decade»
| VIDEO
-Letta-Epifani: «Piena sintonia»
-«Niente ricatti e sconti sul Cav»: il Pd risponde compatto

-Gli scambi impossibili del Cav. di P. Spataro
-Ecco i ministri Pdl pronti a disobbedire SCOPRI CHI SONO

-Trovata Pdl: ministri fuori e appoggio esterno di Lu.Ci.


La verità è che «la legge Severino che stabilisce la decadenza da senatore e l’incandidabilità di Berlusconi è un falso problema», visto che, a conti fatti e argomentati dagli stessi legali, il leader del Pdl sarà «comunque fuori dal Parlamento e da ogni altra carica politica tra gennaio e al massimo febbraio 2014 quando saranno esecutive le pene interdittive penali che gli faranno perdere i diritti di elettore attivo e passivo per uno o al massimo tre anni».

Acquisito questo dato incontrovertibile, è chiaro che il comunicato di Alfano («impensabile e inaccettabile la decadenza di Berlusconi») è fumo negli occhi visto che il Cavaliere è destinato in un modo o nell’altro a stare fuori dal Parlamento e da ogni carica elettiva.

Perché nessuno, né il Quirinale né l’alleato di governo, il Pd, possono trovare un modo per evitare questo destino. Quello di Alfano è quindi il tentativo ormai disperato («il primo a non crederci è proprio il segretario del partito», dice un suo collega di governo) di trovare un alibi a una decisione, quella di far saltare il governo, che non conviene per primo a Berlusconi. E che non comporta automaticamente il voto anticipato visti i paletti, ormai pilastri di cemento armato, piazzati dal Colle. Sul tavolo di Arcore, che non è quello intorno al quale sono state convocate ieri le prime e le seconde linee del partito, falchi, colombe, pitonesse e via elencando, le opzioni sono chiare.

Precedente Precedente
Pagina 1 di 2