«Non abbiamo nessuna intenzione di galleggiare. Se entro un mese capiamo che ci sono le condizioni, andremo avanti con una maggioranza irrobustita e allargata, altrimenti si va adelezioni». Angelino Alfano fotografa così l’esito del vertice Pdl riunito da Berlusconi a Palazzo Grazioli. Unasorta di ultimatum quello del Cavaliere che, forte di una fiducia risicata, lancia un avvertimento a Casini e ai cosiddetti «delusi» sparsi tra centro e finiani: o rimpolpano la maggioranza in tempi rapidi o subiranno il castigo del voto anticipato.
«Se si andrà alle urne con questa pessima legge elettorale, faremo una lista unica Udc, Fli, Api,Mpa- replica il finiano/ terzopolista Della Vedova -Esulla base dello sbarramento regionale del Senatonon vincerà matematicamente nessuno». L’incognita Palazzo Madama preoccupa molto il Cavaliere tentato, ma nel contempo impaurito, dalla sfida elettorale che pretende Bossi. Per questo cerca di rosicchiare il terreno dove intende mettere radici il Polo della Nazione, in modo da tenere «saldamente in mano il pallino» e decidere al momento opportuno come distribuire le carte.
PDL, PESCA NATALIZIA L’ordine di scuderia, impartito al vertice Pdl, rimbalza in Transatlantico e i parlamentari azzurri si stanno impegnando allo spasimo per conquistare «delusi» utili per «allargare» la maggioranza. «È diventato compito di ognuno di noi ingrossare le fila per mandare avanti la legislatura», rivela un deputato berlusconiano.
Le vacanze aiutano.Sembra che coordinatori e dirigenti abbiano consigliato di utilizzare cene natalizie, tombolate e brindisi in famiglia per la grande caccia all’indeciso Fli e Udc (non si disdegnano gli altri partiti) di fine anno «anche a livello regionale». Deputate in prima fila, naturalmente. Silvio le ha addolcite regalando anelli tricolore in segno di augurio. Tre fedine: oro rosa con rubini, oro bianco con brillanti e oro giallo con smeraldini.
Dopo l’Epifania, poi, il Cavaliere trarrà lesommedella pesca natalizia. Oggi, tanto per far sapere agli «scontenti» di quale riconoscenza sia capace, ha fatto mettere all’Odg del Consiglio dei ministri dueprovvedimenti voluti dagli autonomisti della Sudtiroler Volkspartei, Brugger e Zeller, che si erano astenuti sulla fiducia al governo. Settecentocinquanta milioni in cinque anni: uno stanziamento che Bolzano chiedeva di riscuotere da anni.
CASINI LEADER «AFFIDABILE» L’obiettivo primario del premier rimane quello di blindare l’Udc dentroun patto di legislatura, isolandolo da Fini. Nell’attesa, una maggioranza pur improvvisata e raccogliticcia serve a superare i mille ostacoli di un’opposizione che conta su 311 deputati. Silvio, in realtà, attende la sentenza della Consulta sul legittimo impedimento per scegliere la rotta più utile, tenendo d’occhio i processi di Milano. Un bel patto di legislatura con Casini lo leverebbe definitivamente dagli impicci.
E per convincere il leader UdcSilvio conta anche sui buoni uffici vaticani. Tra i fedelissimi - attenti agli umori del mondo cattolico - non è passato inosservato, ieri, l’articolo di Avvenire che affermava che «non c'è bisogno di un terzo pasticcio, ma di un “di più”». Per il quotidiano della Cei «alle radici» del nuovo soggetto politico ci sono «seri grumi di sospetto» legati alla «storia politica di Fini» e alle «posizioni assunte su importanti questioni valoriali». Una sentenza di condanna? Il giornale dei vescovi sospende il giudizio, «Gli alberi, come sempre - scrive - si riconoscono dai frutti che danno».
L’apprensione di ambienti cattolici per le posizioni «laiciste» di Fini viene notificata a Casini anche da Paola Binetti. «Se Berlusconi porterà in aula progetti su temi etici e di qualità - spiega - potrà avere ben più di tre voti di maggioranza. Udc e Fli avranno obbiettivi comuni ma dovranno mantenere obbiettivi diversi... ».
Per Osvaldo Napoli, fedelissimo del premier, l’intesa con l’Udc è prioritaria e indispensabile. «Berlusconi ha obiettivi più ambiziosi di un pallottoliere quotidiano datenere sempre sott'occhio - sottolinea - La maggioranza va allargata per rilanciare l'azione del governo e completare la legislatura. Rimane decisiva l'interlocuzione con l’Udc e Casini, leader affidabile e serio che non è mai stato morso dalla tarantola dell'antiberlusconismo, a differenza di altri».