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Speciale Elezioni 2013

Sigilli al cantiere di Mantovani
Nei guai l'eminenza grigia del Pdl

Il sindaco di Arconate ma soprattutto coordinatore lombardo del Pdl, nei guai per un progetto edilizio a Bellaria-Igea Marina...
mario mantovani
Di Giuseppe Vittori
10 febbraio 2013
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È l’eminenza grigia del Pdl in Lombardia. Ma l’influenza del senatore Mario Mantovani non ha confini, ovunque caratterizzata dal quel mix meneghino di politica e imprenditoria che ha fatto le fortune del grande capo.

Di Mantovani - sindaco di Arconate ma soprattutto coordinatore lombardo del Pdl, capolista in Regione a Milano oltre che candidato al Senato - in questi giorni si parla molto a Bellaria-Igea Marina. La località adriatica è il luogo del buen ritiro balneare di Mantovani: qui, la scorsa estate, maturò l’idea di chiedere a Berlusconi di ricandidarsi tramite sollecitazione aeronautica («Silvio ritorna», c’era scritto nella coda trascinata da un aeroplanino passato sopra la testa di migliaia di bagnanti increduli), e qui, da anni, macina affari o offre sponsorizzazioni e tutele politiche.

Il centrodestra che amministra il Comune gli deve molto, addirittura grazie a lui un giovanissimo assessore è finito nella lista Pdl alla Camera in posizione eleggibile. Ma quando nei giorni scorsi il sindaco, pure lui del Pdl, ha visto nella sua corrispondenza un esposto per un presunto abuso edilizio commesso dal senatore, proprio non ha potuto invocare immunità sulla fiducia. E, fattosi precedere da qualche messaggio mediatico in codice (traducibile così: «Mi scusi, ma devo proprio farlo...»), ha trasmesso l’azzardo di quel cittadino villano ai suoi vigili.

Che - sorpresa, proprio nei giorni in cui Berlusconi lanciava il tema del condono edilizio - nel cantiere di una delle tante proprietà di Mantovani (una casa sulla spiaggia, in posizione stupenda) hanno effettivamente trovato situazioni tali da giustificare l’ordine immediato di sospensione dei lavori, il sequestro del cantiere stesso e la trasmissione degli atti alla Procura.

Nei giorni scorsi Mantovani era, indirettamente, finito nel mirino del Pd di Bellaria-Igea Marina per una operazione urbanistica approvata dalla giunta di centrodestra che intende concedere a una associazione temporanea di imprese, di cui fa parte anche l’Immobiliare Vigevanese di Mantovani, la realizzazione di due torri di 15 piani e 100 appartamenti, ciascuna in riva al mare (l’attrazione immobiliar-marina per Mantovani deve essere irresistibile...).

Il tutto avverrà nel quadro di un accordo pubblico-privato col quale il Comune riceverà, in cambio, una scuola. Uno scambio che non pare esattamente equo per la collettività. A Bellaria-Igea Marina nel corso del tempo Mantovani ha acquistato quattro colonie marine, due adattate a struttura ricettiva mentre di altre due ha conservato la cubatura che, per la particolare normativa urbanistica, può essere «spostata» all’interno della zona colonie.

E ora la cubatura di una delle sue colonie verrà proprio trasferita nelle due torri. L’affare si presenta allettante per Mantovani. Ma come effetto collaterale avrà una colata di cemento che nella skyline adriatica starà sotto solo ai grattacieli di Rimini, Cesenatico e Cervia, venuti su nei deliri edilizi degli anni Cinquanta e Sessanta.

Il Pd, che si sta opponendo con forza alla realizzazione delle due torri, dopo il clamoroso sequestro solleva anche la questione di opportunità e mette in guardia. Pare, al Pd, che il coinvolgimento di un così autorevole esponente politico in un’operazione di questa natura e delicatezza sia inopportuno e dovrebbe consigliare al Comune (a maggior ragione dopo il sequestro della cantiere sul mare) cautela nella scelta del privato col quale fare l’accordo.