L'ospedale San Raffaele diventa una società per azioni e dà mandato al consigliere Carlo Salvatori per elaborare un nuovo piano industriale e finanziario nell'ambito del quale aprirà il capitale a nuovi soci. È la decisione adottata dal consiglio di amministrazione della Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor, che ha deliberato all'unanimità di «elaborare un programma di ristrutturazione societaria, organizzativa e finanziaria». In particolare, si legge in una nota, i punti cardine sono stati individuati nella focalizzazione sul core business, mediante la societarizzazione delle attività ospedaliere, sanitarie e di ricerca, anche al fine di consentire l'ingresso di nuovo capitale, nel raggiungimento di più elevati standard di efficienza organizzativa e nella progressiva dismissione delle attività non direttamente funzionali agli scopi della Fondazione. Il consiglio della Fondazione ha così deciso di affidare a Salvatori il coordinamento dell'elaborazione del piano industriale e finanziario, nel cui ambito verranno individuate nel dettaglio le modalità di riorganizzazione societaria e di apertura del capitale a nuovi soci. La Fondazione manterrà comunque il controllo a maggioranza assoluta delle attività oggetto di societarizzazione, anche al fine di «assicurare il proseguimento dei principi ispiratori che il suo fondatore Don Verzè, medico e amico del presidente del Consiglio Berlusconi, ha da sempre promosso e messo in atto», si legge nella nota. L'insieme delle azioni che saranno definite nel piano dovrà permettere il riequilibrio della situazione finanziaria e patrimoniale della Fondazione. Recenti indiscrezioni parlavano di difficoltà finanziarie. Ma maggiori informazioni sui conti verranno rese note più avanti, non appena sarà finalizzato e deliberato il piano. Si ritiene comunque che possa avvenire nel corso del mese prossimo. Salvatori si avvarrà di una serie di advisor, ovvero Bain per gli aspetti industriali, Borghesi Colombo & Associati per gli aspetti finanziari e dello studio Bonelli Erede Pappalardo per gli aspetti legali.
Il gruppo San Raffaele ha circa 900 milioni di debiti verso banche e fornitori e ha la necessità di ritrovare in tempi brevi un equilibrio finanziario. Da qui la scelta di Don Verzè di voltare pagina. Lo si apprende da fonti finanziarie secondo le quali del piano di intervento è già pronta l'impalcatura. L'idea è di costituire una società per azioni, controllata al 100% dalla Fondazione, e di mettere il 49% della Spa sul mercato, aprendola a capitali esterni. Le attività che non hanno nulla a che fare con il business sanitario, della ricerca e dell'università - dalle aziende agricole agli alberghi - saranno destinate alla vendita.