La presidente: «Caos come opportunità»

Di Giuseppe Rizzo
29 agosto 2011
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«Il caos? Basta dare un'occhiata intorno a noi: l'economia, la finanza, la politica e il disorientamento nella società». Benedetta Rizzo, presidente di VeDrò, spiega così la parola chiave al centro della settima edizione del think net generazionale e trasversale fondato da Enrico Letta, Giulia Bongiorno, Anna Maria Artoni, Luisa Todini.

Una quattro giorni di workshop e incontri inaugurata domenica 28 agosto che quest'anno vede come ospiti della Centrale Idroelettrica Fies a Dro (Tn) il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri, l’ad di eni Paolo Scaroni, l’astronauta Roberto Vittori, i magistrati Raffaele Cantone, Nicola Gratteri e poi giornalisti, intellettuali, imprenditori e artisti.

 Come mai avete scelto come punto di partenza la parola “Caos”?
«Basta dare un'occhiata intorno a noi: l'economia, la finanza, la politica e il disorientamento nella società. C'è da dire che quando abbiamo pensato a questo tema non avevamo ancora chiaro quanto sarebbe accaduto: un attacco speculativo così violento al Paese neanche il più brillante dei futurologi avrebbe saputo prevederlo. Proprio per questa situazione, una riflessione sul caos è ancor più indispensabile.

Quali le idee forti di VeDrò 2011?
«Il caos è vita, e non per forza va letto sotto una chiave negativa. Noi ci crediamo fortemente e tutta la manifestazione cerca di sottolineare questo aspetto. Trasformare il vincolo in opportunità è la chiave di lettura di VeDrò. Noi cerchiamo di farlo attraverso il contributo di professionisti qualificati, uomini delle istituzioni, politici, con un metodo bipartisan costruttivo, che costituisce da sempre la nostra forza. Il disgelo tra le parti, di cui ha parlato il presidente della Repubblica a Rimini, è una pratica mai cosi' indispensabile, che noi sperimentiamo da ormai 7 edizioni».
 
Com'è l'Italia vista da VeDrò, e quali cambiamenti auspicate che si adottino per un futuro migliore?
«Vedrò è nato, da subito, con uno sguardo al futuro e il futuro migliore si costruisce, prima di tutti, con un metodo condiviso. La storia dimostra che non esiste una formula magica per risolvere i problemi di un Paese o di una società, ma che le soluzioni migliori arrivano dal confronto, dalla contaminazione, dall'apertura. E' quanto tentiamo di fare qui, spero con proposte credibili e innovative».