Speciale primarie Pd 8 dicembre 2013
Speciale Elezioni 2013

Riforme costituzionali, è Aventino. Bersani: «Destra arrogante»

Il Pd e l'Italia dei valori non parteciperanno più alle alle votazioni sul testo delle riforme costituzionali. Finocchiaro: «Discussione mortificante, non accettabile in un Paese come il nostro».
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18 luglio 2012
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Il Pd e l'Italia dei valori non parteciperanno più alle alle votazioni sul testo delle riforme costituzionali. Lo annunciano in aula i rispettivi capigruppo Anna Finocchiaro e Felice Belisario. La presidente dei senatori Pd dice: «È così mortificante la casualità e l'erraticità non solo della discussione ma anche dei voti che si stanno susseguendo, non è accettabile in un Paese come il nostro per la sua storia democratica e costituzionale. Questo parlamento pascola irrompendo sui temi più diversi perchè l'unica finalità è portare a casa lo straccio a mò di bandiera del semi presidenzialismo».

Finocchiaro annuncia che voteranno l'ultimo emendamento all'articolo 4 (a firma Chiaromonte e Compagna sulla immunità rafforzata per i parlamentari) e «poi non parteciperemo più a questi lavori perchè è mortificante continuare a partecipare a queste sedute con un dibattito a fini esclusivamente di propaganda. Una pagina indegna come questa ancora non era stata scritta».

Pierluigi Bersani ha duramente criticato quanto avvenuto oggi in Senato sulle riforme istituzionali e chiamato in causa anche il governo di Mario Monti. «Voglio segnalare che l'arroganza della destra sta portando la situazione al limite del sostenibile», ha detto il segretario del Pd. «Stiamo assistendo in Senato all'allestimento stabile di una doppia maggioranza, con il Pdl e la Lega che sui temi costituzionali impongono il vuoto a perdere della proposta semipresidenzialista, rendendo impossibile una discussione seria sulla spending review», ha sottolineato il leader del Pd. «I tempi di lavoro del Senato vengono attribuiti all'esigenza di propaganda della destra riducendo a poche ore la possibilità di esame di norme di assoluto rilievo», ha ricordato. «A questo punto penso che il problema non sia solo nostro, ma anche del governo e del suo rapporto con l'attività parlamentare», ha avvertito Bersani.

Belisario aggiunge: «Condivido in pieno le argomentazioni di Finocchiaro e anche del capogruppo Udc D'Alia e soprattuto condividiano l'idea di non potere rimanere ad assistere a questa commedia. Ognuno partecipi come fantasmi, noi non partecipiamo più. È una bandierina che non sarà utile al Paese».

Anche D'Alia aveva protestato perchè «non intendiamo procedere alle votazioni senza un relatore» che dia i pareri all'aula. L'Udc è quindi uscita dall'aula e per oggi non parteciperà più alle votazioni, per le prossime sedute i centristi decideranno.