Quasigol Come dev'essere vivere
una partita nei panni di Antonioli

Metti che sei il portiere del Cesena: vuol dire che lotterete per salvarvi: ma tu hai vinto 3 scudetti e ora non è proprio la stessa cosa, vai per i 43 anni...
antonioli
Di Valerio Rosa
23 gennaio 2012
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Metti che sei il portiere del Cesena: vuol dire che lotterete per salvarvi, andrà bene anche all’ultima giornata per differenza reti, e l’anno dopo sarà uguale, perché solo dei ricchi è il regno dei cieli. Certo, tu hai vinto tre scudetti ed ora non è proprio la stessa cosa, ma vai per i 43 anni e a quell’età i tuoi ex colleghi vanno in tv a ingaggiare furiose battaglie contro la sintassi o a farsi ridicolizzare nel reality di turno. Metti che l’attacco non è un granché, anzi, per dirla tutta, è il peggiore della serie A, e la difesa lascia un po’ a desiderare: vuol dire che devi fare gli straordinari mentre il portiere avversario, dall’altra parte del campo, assiste alla partita annoiandosi un po’.

Certo, tu eri protetto da Baresi e Maldini e ai gol pensava Van Basten, ma a 42 anni e 4 mesi nessuno avrebbe ancora le energie e la bravura per stare al tuo posto, e forse nemmeno la voglia. Metti che affrontate la Roma, una squadra in salute, per giunta a casa sua: nove volte su dieci la perdete, e pure male. Certo, non sei più un ragazzino, e quando lo eri esordisti contro Platini: partite del genere non possono spaventarti.

Metti che effettivamente la perdete, e pure di goleada: ve ne fanno cinque, e ci stanno tutte, e tu non puoi farci niente, o forse avresti potuto fare qualcosa, ma avreste perso comunque. Nulla che intacchi la tua storia: hai vinto anche due coppe dei campioni e un’intercontinentale e non può mica andare sempre bene.

Metti che su questa sconfitta devi pure sorbirti l’analisi di Collovati e Zazzaroni alla “Domenica Sportiva”. Certo, una volta ti citavano Enrico Ameri e Sandro Ciotti, ma ricorda che c’era anche Biscardi. Metti che nelle pagelle dei quotidiani il tuo voto più alto è 4, e gli estensori dei giudizi maramaldeggiano, con toni sarcastici e pernacchie, sfoggiando con bullesco compiacimento quel gusto tutto italiano di bastonare il cane che affoga. Pretendono, quei fighetti, di trattarti da pari a pari. Come se anche tu fossi un pisquano un po’ maleducato. Solo che tu sei il sig. Antonioli Francesco Stefano, Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, e te ne puoi serenamente fregare.