Speciale primarie Pd 8 dicembre 2013
Speciale Elezioni 2013

Primarie, Pd cambia regole e apre sfida

primarie palermo centro sinistra
Di Maria Zegarelli
18 agosto 2012
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Le primarie sono, ufficialmente, un tema al momento in stand by: prima la Carta di Intenti, poi il perimetro del campo dei progressisti democratici, il patto con i moderati e, alla fine, il tavolo dei saggi (di coalizione) che stabiliranno le regole. In realtà si lavora e anche tanto perché il Partito democratico le regole le ha già, ma per decisione dello stesso segretario dovranno essere modificate con una norma transitoria prima che si arrivi all’appuntamento con i gazebo.

Pier Luigi Bersani ha infatti annunciato di non volersi blindare dietro lo Statuto che prevede che il segretario sia anche il candidato premier e dal momento che il sindaco di Firenze ha tutta l’intenzione di volersi candidare, il Pd ha un problema. «È una questione che affronteremo alla fine del percorso indicato da Bersani», dice il responsabile Organizzazione Pd, Nico Stumpo, ma ai piani alti del Nazareno stanno già iniziando a ragionare sulle modifiche.

LA NORMA TRANSITORIA: LO SBARRAMENTO

La strada sembra appunto quella di una norma transitoria che permetta, oltre al segretario, anche ad altri candidati - ma con il supporto di un consistente numero di dirigenti - di partecipare. C’è chi ipotizza lo sbarramento al 10% e chi al 35% e sin da ora è chiaro che non sarà una passeggiata dentro il partito, motivo per cui oggi parecchi dirigenti - anche quelli che qualche mese fa sostenevano la modifica della norma e l’apertura a più candidati - alla luce dei nuovi scenari politici ne farebbero volentieri a meno. «Viviamo una situazione molto complessa - dice Beppe Fioroni - durante la quale stiamo cercando di costruire una coalizione partendo dalla nostra Carta di intenti ma se poi, per soddisfare la pruderie di qualcuno dobbiamo modificare il nostro Statuto si farà anche questo». Inevitabile il riferimento a Renzi, che già scalda i muscoli e ha contattato come braccio destro Roberto Reggi, l’ex sindaco di Piacenza, per curare l’aspetto più squisitamente politico della campagna elettorale, di cui si sta già occupando anche Giorgio Gori per il coordinamento dei comitato territoriali.

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