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Sondaggio: chi ha vinto per voi?

Secondo te, chi ha vinto il confronto tv?
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PRIMARIE CONFRONTO TV
Di Stefano Miliani
12 novembre 2012
A - A
Un confronto "all'americana" sulle primarie del centrosinistra con tutti i candidati alla pari: su Sky Tg24 (oltre che su Cielo tv) si sono affrontati - con tempi contingentati e cortesia reciproca - Pierluigi Bersani, Matteo Renzi, Nichi Vendola, Laura Puppato e Bruno Tabacci. Ogni candidato risponde a turno alla medesima domanda.

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Dopo l'appello chiesto dal giornalista ai cinque candidati sui motivi perché ognuno di loro dovrebbe essere votato e l'arrivo in studio del sindaco di Milano Pisapie, si chiude il confronto a cinque. Con l'invito di Sky, a chi andrà al ballottaggio delle primarie, a tornare in studio per un confronto a due.

«Vi chiedo – interviene Pisapia in studio - di essere tutti presenti assieme a chi sarà incaricato dal voto delle primarie di formare e guidare la coalizione ad una iniziativa che vogliamo organizzare il prossimo 16 Dicembre a Milano, la città da cui è partito quel profondo movimento di cambiamento e novità politica che costituisce una solida base per la svolta di portata nazionale che tutti auspichiamo».

L’APPELLO FINALE: DICA QUALCOSA DI CENTRO SINISTRA
Il giornalista chiede l’appello finale a ognuno dei candidati.
L’appello di Tabacci: «Io non faccio un appello perché votino per me, ma perché votino per questa operazione politica perchè è carica di speranza per il paese, io ci credo, credo ci siano uomini e donne che si caricano il fardello di una crisi morale e etica gigantesca, sarà necessario competenza, serietà e questa coalizione ne ha le caratteristiche». «La prudenza di Bersani è giusta, io non voglio che si riproponga lo schema della gioiosa macchina da guerra del '94, né la litigiosità che ha portato alla chiusura anticipata della legislatura di Prodi per due volte, non voglio una coalizione litigiosa ma che ha in testa di servire paese e credo in questa operazione del centrosinistra».
L’appello di Laura Puppato: vi chiedo il voto perché la mia storia parla per me, fatta di azioni determinate, perché come dice Gandhi, le perle sono false se non si trasformano in azione. Non chiedo il voto per portare una donna al governo ma far conoscere un'altra idea di Paese e di mondo: un mondo in cui i giovani non siano costretti a immigrare per trovare lavoro, in cui una donna non debba scegliere tra maternità e lavoro, ci sia un adeguato welfare a sostegno degli anziani.
L’appello di Renzi: le primarie fanno bene alla politica e al centro sinistra. Ho 37 anni, sono un ragazzo fortunato (cita una canzone di Jovanotti), sono sindaco di una città meravigliosa, se ci siamo messi in gioco è perché pensiamo di rappresentare il futuro nella discussione italiana. Oggi si tratta di riprenderci il futuro e penso che sia di sinistra dire che il futuro può essere un piacere, che non va vissuto con timore. Il sindaco dedica la sua campagna per le primarie ai tre figli.
L’appello di Vendola: penso alle galere sovraffollate, ai disabili e ai tagli feroci al welfare, al femminicidio, a chi si seppellisce nelle viscere della terra per gridare la perdita del lavoro, voglio una sinistra che ricostruisca un vocabolario e ricostruisca una anima civile. Vedo il mio Paese sprofondare nel fango, nella corruzione e nel cinismo. C'è un paese regredito, vorrei un'Italia migliore. Quanto alle elezioni, vorrei non solo una coalizione che vinca, ma una sinistra che ci riscatti dopo 20 anni di Berlusconi. Per me che sono stato per tutta la vita un acchiappanuvole oggi vorrei sognare a occhi aperti un'Italia migliore».
L’appello di Bersani: ho creduto e voluto queste primarie aperte. Stanno facendo bene a noi e a l paese. Stanno avvicinando i cittadini alla politica e alle istituzioni. Con la sola rabbia e indignazione non si risolvono i problemi. Serve un governo forte e anche un cambiamento forte e io, dove sono stato, le cose le ho cambiate». Bersani ricorda: «alle spalle abbiamo una fabbrica di illusioni: basta. Non vi chiedo di piacervi ma di credermi e vi dico che insieme ne usciremo».

CHI METTETE NEL VOSTRO PANTHEON?
Alla domanda del giornalista su chi metterebbero nel loro pantheon Bersani indica Papa Giovanni XXIII, Vendola il cardinal Martini, Renzi Nelson Mandela e la blogger tunisina Lina Mhenni, Tabacci segnala De Gasperi, Laura Puppato risponde Nilde Iotti e Tina Anselmi.

FUTURO GOVERNO AVRA’ UNA COALIZIONE
CHE VA DA CHI A CHI ? LE REPLICHE

Arrivano le repliche individuali dei candidati.
Tabacci a Renzi, un governo con 10 persone non esiste, non si può fare, deve avere 18 ministri e 36 sottosegretari per un governo che sta in piedi altrimenti avrebbe meno ministri degli assessori di Firenze.
Renzi a Tabacci, il vento è cambiato, gli schemi sono cambiati, rischiamo di consegnare il paese a Grillo ma bisogna che ti metti in testa che vanno ridotti i posti prima dei costi.
Vendola: ribadisce la distanza da Casini .
Laura Puppato: non facciamo promesse che non possiamo mantenere, Matteo, non possiamo governare un paese da 60 milioni di abitanti con soli 10 ministri.
Bersani: avremo sfide eccezionali, come stare in Europa, come riformare le istituzioni su una salda base costituzionale, sostenere un impegno democratico. Non essere settari. Sono per le unioni gay come in Germania ma non mi chiudo in casa.

FUTURO GOVERNO AVRA’ UNA COALIZIONE
CHE VA DA CHI A CHI ?

Vendola: innanzi tutto il governo dovrà avere metà uomini e metà donne come ho fatto in Puglia perché la parità di genere è un guadagno per le politiche. Non bisogna decidere prima le alleanze, non ho pregiudizi su Casini, faccio fatica a vederlo come alleato al governo.
Bersani, ci penso da tempo, vedo in Europa tanti populismi, penso a chi è qui e anche non c’è; non saremo settari e disposti a parlare con tutti purché sia una coalizione di progressisti contro populismi, anti europeisti e il fronte di destra. Pronto a una discussione per ripartire anche con un dialogo con le forze moderate.
Tabacci, vale l’esperienza di Milano per il governo. Il mio candidato a presidente della Repubblica sarebbe Monti.
Puppato, da Sel a Udc passando per Pd? Ma la domanda cruciale è con quale legge elettorale si vota. La coalizione comunque sarebbe questa. Casini non mi pare abbia chiesto di entrare né abbia sciolto dei nodi, su chi vuole stare.
Renzi, serve un governo con 10 persone, cinque uomini e cinque donne e senza Casini: do atto a Bersani di aver fatto una fatica bestiale, Casini mi sembra che voglia decidere con chi stare all’ultimo. Di Casini ne abbiamo già tanti. Quindi Pd più Sel senza Casini (e lancia una stoccata a D'Alema).

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