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Speciale Elezioni 2013

Laziogate, Fiorito smentisce:
«Mai detto 'Polverini sapeva'»

fiorito e polverini combo 640
20 settembre 2012
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Renata Polverini resiste, almeno fino a domani. La governatrice del Lazio, sull'orlo delle dimissioni ormai da giorni, da quando cioè è scoppiato il caso Fiorito, attende per domani il voto sui tagli in Consiglio. E incassa l'appoggio del Pdl, allo stremo ma compatto, dopo che via dell'Umiltà costringe il capogruppo Francesco Battistoni, dalla cui denuncia è originata l'inchiesta fondi Pdl, a dimettersi. In serata poi l'accusa dell'indagato Franco Fiorito («La Polverini sapeva»), viene ritrattata dall'interessato via tv («non l'ho mai detto»). Ora la Presidente, provata da uno tsunami politico-giudiziario, guarda a domani, venerdì. «Domani si riunisce il Consiglio, poi si vedrà».

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FIORITO: MAI DETTO CHE POLVERINI SAPEVA
«Non ho detto che Renata Polverini non poteva non sapere. Non esiste alcun sistema e ho rendicontato tutto». Così l'ex capogruppo del Pdl al Consiglio regionale del Lazio, Franco Fiorito, parla ai microfoni di Sky TG24. «Non mi piace essere paragonato a Luigi Lusi - ha aggiunto Fiorito - e non ho paura di andare in carcere perchè non c'è motivo di finirci».

DIFENSORE FIORITO, POSSIBILI SVILUPPI CLAMOROSI
«È una vicenda che può portare a sviluppi clamorosi ed a colpi di scena inimmaginabili». Così l'avvocato Enrico Pavia, difensore di Franco Fiorito insieme con il collega Carlo Taormina, commenta l'inchiesta giudiziaria che vede l'ex capogruppo del Pdl indagato per peculato. «Fiorito è provato - ha aggiunto parlando - ma allo stesso tempo è determinato nella richiesta di approfondimenti delle posizioni di altri consiglieri regionali».

FIORITO A PM: POLVERINI NON POTEVA NON SAPERE
La presidente della Regione Lazio, Renata Polverini «non poteva non sapere» degli accordi per la ripartizione dei fondi. «Era una decisione di cui la giunta prendeva atto», ha detto ieri ai pubblici ministeri l'ex capogruppo del Pdl alla Pisana, Franco Fiorito, nel corso dell'interrogatorio. La ripartizione dei fondi era nota a tutti i gruppi, ha aggiunto.

FIORITO: OSSESSIONATO DA RICHIESTE DEI CONSIGLIERI
«Non ne potevo più, ero ossessionato dalle richieste di denaro da parte degli altri consiglieri del mio gruppo». Così l'ex capogruppo al Consiglio regionale del Lazio del Pdl, Franco Fiorito, ascoltato ieri dagli inquirenti della Procura di Roma che lo hanno indagato per peculato. Fiorito interrogato dal Procuratore aggiunto, Alberto Caperna e dal Pm, Alberto Pioletti, ha raccontato del continuo 'pressing' subito da parte dei consiglieri nel suo gruppo che continuavano a chiedergli denaro. Secondo quanto si è appreso Fiorito ha inoltre parlato di una sorta di «accordo» per la ripartizione dei fondi di tutti i gruppi del Consiglio regionale. Per ogni consigliere appartenente ad un gruppo era prevista l'assegnazione di circa 100mila euro l'anno.

LA RUSSA: CASO CHIUSO, POLVERINI RESTI
«Per noi il caso è chiuso. Quello che doveva fare il Pdl è stato fatto». Lo ha detto il coordinatore del partito Ignazio La Russa, parlando del caso Lazio al termine del vertice di palazzo Grazioli sullo scandalo che ha portato alle dimissioni in nuovo capogruppo regionale Battistoni (che ha parlato per mezz'ora con Berlusconi). «Il Pdl in sole 48 ore ha avviato una operazione moralizzatrice e di trasparenza. Ci aspettiamo che anche tutte le altre forze politiche facciano lo stesso». La Russa, inoltre, come Gasparri, ha detto di auspicare che Renata Polverini non si dimetta dalla presidenza della Regione.

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