Pd, liberal contro Fassina

23 novembre 2011
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facebookI 'Liberal' del Pd guidati da Enzo Bianco hanno chiesto le dimissioni di Stefano Fassina da responsabile Economia del partito, dopo le sue ripetute critiche alle richieste fatte dalla Ue all'Italia e quelle dell'altro ieri al commissario Olli Rehn.

Bersani: «Questa richiesta non l'ho capita»

«Questa richiesta dei 'Liberal' non l'ho proprio capita». Così il segretario del Pd Pier Luigi Bersani reagisce alla richiesta della componente del Pd che chiede le dimissioni del responsabile economico del partito.

Fassina: «Vogliono dimissioni? Regalerò
loro un abbonamento al Financial Times»

I firmatari della lettera «di richiesta di mie dimissioni da Responsabile economia e lavoro del Pd sono cari amici. Per Natale regalo loro un abbonamento al Financial Times così possono leggere il dibattito internazionale di politica economica e ritrovare le posizioni, aggiornate e non ideologiche, della cultura liberale». Lo scrive Stefano Fassina sulla pagina Facebook aperta il 19 novembre e intitolata "Noi sosteniamo Stefano Fassina".

La lettera dei Liberal: «Dimissioni»
«Le posizioni che Stefano Fassina ha assunto prima, durante e dopo la crisi del governo Berlusconi - si legge nella lettera dell'ufficio di presidenza dei Liberal - sono pienamente legittime in un partito in cui convivono sensibilità e storie diverse. Quello che non è comprensibile è che esse siano espresse dal Responsabile Economico del Pd, ed appaiano in netta dissonanza rispetto alle linee di responsabilità e di rigore assunte giustamente dal Segretario Bersani».

«Idee legittime, ma non per responsabile economia Pd»
«Criticare aspramente la linea di rigore e sviluppo assunta prima dalla Banca d'Italia e poi dalla Bce - insiste la lettera - bollare come liberiste posizioni 'liberal' come quella del senatore Ichino, prospettare soluzioni ispirate alle vecchie culture politiche del secolo passato, non è compatibile con il dovere di rappresentare il complesso delle posizioni assunte dal Pd». «I Liberal Pd - conclude la lettera - chiedono a Stefano Fassina di fare un passo indietro, e di sostenere le sue idee liberamente, senza il vincolo della responsabilità politica che gli è stata affidata». Il testo è firmato da Enzo Bianco, Ludina Barzini, Andrea Marcucci e Luigi De Sena. Piccolo giallo sulla firma di Pietro Ichino, inizialmente riportata dalla agenzie di stampa, ma smentita dallo stesso senatore.

Dal web levata di scudi contro i Liberal
«Giù le mani da Fassina». I liberal del Pd chiedono le dimissioni del responsabile economico del Pd e in meno di due ore sulla pagina sulla Facebook di Stefano Fassina si scatena una reazione durissima. «Massima solidarietà a Stefano Fassina. L'attacco dei liberal è inaccettabile», è stato il primo di decine di commenti, a firma Benedetto Paris. «In qualità di segretario del partito democratico di Casalecchio di Reno ti esprimo la mia più viva solidarietà anche oggi», ha scritto Matt Baglieri. «Vai tranquillo Stefano, la base del Pd è con te», ha assicurato Entico Mattiuzzo. Il più duro è stato Ferruccio Gasparotto: «Giù le mani da Fassina», appunto.

Marino: «Fassina? E' problema, ma no dimissioni»
«In un partito non si chiedono le dimissioni di chi la pensa in maniera diversa, ma certamente dobbiamo affrontare un problema che esiste. Serve un chiarimento nella prossima direzione nazionale: rispetto alla lettera della BCE, il PD non può accogliere nella direzione nazionale di luglio la nomina di Mario Draghi con scroscianti applausi e poi trasformarlo, in quella successivamente in una figura da criticare, solo perché dice il contrario di ciò che pensa un membro della segreteria. Quello che conta di quella lettera è il merito e ci sono delle questioni fondamentali. Noi possiamo essere in disaccordo su alcuni punti, ma altre questioni sono ineludibili, come la flexsecurity, uno strumento che, non togliendo i diritti acquisiti, crei nuovi diritti per i 4 milioni di precari sul modello del contratto di lavoro unico a tempo indeterminato con reddito di disoccupazione e formazione continua. Io ho firmato nel 2009 il disegno di legge del senatore Pietro Ichino. Il partito ora deve dire cosa pensa con chiarezza quanto prima». Così il senatore PD Ignazio Marino dopo la richiesta di dimissioni di Stefano Fassina resa pubblica dai Liberal Pd.