Con i pantaloni. Così «ci» vuole il direttorissimo del tg1 Augusto Minzolini, che ieri ha commissionato alla solita rubrica-killer, Tg1 Media, un servizio al veleno tutto dedicato a l’Unità. Un minuto e 18 secondi, con molti errori, poche notizie, tanto becero maschilismo.
«Potrebbero essere le ultime settimane de l’Unità in minigonna», annuncia la giornalista. E poi giù il primo di una lunga serie di errori e omissioni: «L’Unità in minigonna - spiega, a vantaggio dei telespettatori che ancora guardano il tg1, la voce -, quella rilanciata due anni fa da Concita De Gregorio», che invece è diventata direttore nell’agosto del 2008. Ma il primo anno di direzione, quello in cui le copie de l’Unità aumentarono, decisamente in controtendenza con il resto del mercato editoriale, è stato accuratamente censurato nella ricostruzione minzoliniana.
Che, senza troppo documentarsi, cita qualche dato, già pubblicato dal Giornale sul calo di copie, e scopiazza da Prima Comunicazione persino i «mugugni» della redazione. Per concludere che «malgrado la sua presenza glamour nei salotti» la «rivoluzione» di Concita non è riuscita: «Molti fan, pochi spettatori». Ma il motto più becero è nel fondo. Quando, buttata lì una rosa di successori, tutti maschi, da Claudio Sardo a Antonio Polito, da Federico Geremicca a Aldo Cazzullo, viene lanciato il quesito: «Chi tra questi si accollerà l’onere di rimettere i pantaloni all’Unità?». Un giallo veramente molto raffinato. Che avrà gettato nell’imbarazzo gli stessi “nominati”.
«Minzolini chieda scusa», suggeriscono Vincenzo Vita, del Pd, e Beppe Giulietti di articolo 21, dopo aver stigmatizzano come «ancora una volta il Tg1 abbia attaccato in modo davvero sgradevole il giornale e la sua direttrice. Simile atteggiamento svela un odio politico tale da prendere le sembianze anche del maschilismo». Di «squadrismo mediatico contro De Gregorio» parla anche Leoluca Orlando (Idv).