Passera: «Manovra finita. Frequenze non più gratis»

Il ministro dello Sviluppo assicura che non ci saranno altre manovre nei prossimi mesi. Si procederà invece con le liberalizzazioni: un decreto al mese.
passera 640
8 gennaio 2012
A - A
«L'emergenza non è finita. Il peggio è passato: abbiamo corso davvero il rischio della Grecia, del disastro. Non siamo ancora fuori dal tunnel. Però un progetto di rilancio del Paese è stato avviato con determinazione». Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, in un' ampia intervista al 'Corriere della Sera', illustrando i futuri interventi del suo dicastero.

Sul «disagio occupazionale» che coinvolge «almeno sei milioni di persone», per Passera «la politica deve misurarsi in termini di posti di lavoro creati non solo di Pil e di equilibrio dei conti». Sul fronte delle imprese, il ministro annuncia che sarà «saldato lo scaduto dei pagamenti privati e pubblici: 60-80 miliardi di debito forzoso». Sulle liberalizzazioni Passera si dice pronto a varare «anche più di un decreto al mese». Un decreto al mese o più «su tutti i temi della crescita», precisa il ministro: «Per questo - sottolinea - procederemo in ogni campo: gas, energia, commercio, trasporti, professioni».

In merito al sistema delle banche in Italia, Passera ammette che «quando l'economia reale va male, ne risentono» ma «ciò non toglie che siano banche strutturalmente sane e forti». Per quanto riguarda ilo sistema industriale del Paese, per Passera si fonda «su una base di aziende che tiene su l'Italia». «Sono le aziende che fanno il 30% del Pil grazie alle loro esportazioni - sottolinea - . Grazie a loro, l'Italia non perde quote del commercio internazionale o ne perde meno di altri Paesi». «Dobbiamo fare di tutto- prosegue - per aiutare queste aziende». Per fare tutto ciò Passera esclude l'introduzione di nuove tasse per i cittadini: «No. Finito. Quel che c'era da fare - dice il ministro - è stato fatto. Per finanziare il piano crescita dovremo ridurre i costi degli apparati pubblici; e di spazio ce n'è tanto».

Sul mercato del lavoro, per il ministro Passera «è evidente che vada migliorata la flessibilità in entrata e resa più logica la flessibilità in uscita»: «servono - afferma il ministro Passera - contratti più chiari, più responsabilizzanti per le aziende». «Dobbiamo ridurre l'abuso del precariato - spiega Passera - valorizzare il contratto di apprendistato, liberare una generazione dalla condanna a sottolavori senza prospettive».


Passera esclude poi un'altra manovra: «No. Finito. Quel che c'era da fare è stato fatto. Per finanziare il piano crescita dovremo ridurre i costi degli apparati pubblici; e di spazio ce n'è tanto. Solo nel mio ministero, nell'ambito delle strutture di mia pertinenza, abbiamo realizzato tagli per il 35%. Ci sono sprechi da ridurre, abusi da sanare: pensiamo solo alle false pensioni di invalidità. Useremo meglio i fondi europei: con il ministro Barca abbiamo recuperato quasi tre miliardi per il Sud. Troveremo risorse con privatizzazioni e dismissioni. E con il recupero dell'evasione fiscale».

Il piano per la crescita che il governo si avvia a varare prevede «cose molto concrete. Per favorire l'innovazione, la revisione del sistema degli incentivi. Per stare accanto alle aziende che stanno salvando l'Italia grazie alle esportazioni, già c'è il nuovo Ice (Istituto per il commercio con l'estero), ma aiuteremo in molti altri modi - sottolinea Passera - le nostre imprese a stare sui mercati internazionali. Faremo sì che venga saldato lo scaduto dei pagamenti privati e pubblici: 60-80 miliardi di debito forzoso che gravano sulle imprese e stanno diventando un peso insopportabile». Inoltre «in breve tempo - spiega il ministro - adotteremo la direttiva europea per cui tutti i pagamenti devono avvenire entro 60 giorni. Stiamo lavorando su vari modi alternativi per smaltire l'accumulato, senza intaccare gli obiettivi di contenimento di deficit e debito pubblico: servirà probabilmente la collaborazione della Cassa depositi e prestiti e delle banche, ma un modo va trovato velocemente. Compresi i pagamenti in Bot». Il governo vuole mettere «più soldi in tasca a chi ha i redditi più bassi, in cambio di maggior produttività per le aziende. E dobbiamo semplificare, snellire l'enorme costo burocratico che grava sulle imprese che vorrebbero investire, crescere, nascere». Quando parla di privatizzazioni pensa anche a Eni, Enel, Finmeccanica? «Pensiamo per il momento - risponde Passera - a un patrimonio di immobili, crediti, concessioni ancora da valorizzare. Pensiamo alle municipalizzate, al trasporto pubblico locale, alle miriadi di piccole aziende frammentate e inefficienti, che devono essere accorpate, quotate, messe in condizioni di partecipare ad aste aperte, di stare sui mercati e competere con i migliori operatori esteri».

Le frequenze tv non saranno più gratis. Il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, in un'intervista al Corriere della Sera, conferma che il governo bloccherà le concessioni gratuite. «Confermo che non vedo ragioni per andare avanti con le concessioni gratuite, per regalare questi beni pubblici nel nuovo contesto tecnologico e di mercato. Trasformeremo la questione - afferma - in un'opportunità per ammodernare il sistema di telecomunicazioni».