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Il sangue «rosso» della Sicilia di J. Bufalini
Di Jolanda Bufalini
24 maggio 2012
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In questa nebbia ci sono dei lampi di luce e colpisce oggi che la striscia di sangue unisca le vittime di allora a chi cercava la verità. Persino sul numero dei morti per mano mafiosa, dal 1944 alla metà degli anni sessanta, c’è incertezza. Ad una delle liste, trovata nell’archivio dell’Ora, aveva lavorato Mauro De Mauro. Fa tenerezza oggi leggere in quel dattiloscritto di 44 nomi «dono personale di Mauro De Mauro a Pripicchia Petula Fais». Angela Fais era la segretaria di redazione, morì nell’aereo che si schiantò contro Punta Raisi.

Nel raggiungimento della verità su Placido Rizzotto hanno un ruolo importante Carlo Alberto Dalla Chiesa e Cesare Terranova, entrambi collegati a Pio La Torre e alla relazione dell’antimafia in cui si facevano nomi e cognomi. Quello stesso testo che fu di impulso a Falcone e Borsellino per impostare su basi nuove il loro lavoro. L’indagine di Dalla Chiesa, con il ritrovamento dei resti del sindacalista, consentì l’apertura di una seconda indagine. Ma Luciano Leggio, Pasquale Criscione e Vincenzo Collura furono assolti (sebbene Criscione e Collura fossero rei confessi) per insufficienza di prove. Nel 1971 fu Angelo Mangano, capo della polizia criminale a Palermo, ad aprire una terza inchiesta. Il giudice Cesare Terranova disattese la richiesta di proscioglimento «per non aver commesso il fatto», se non si poteva procedere era «per effetto del precedente giudicato». Mangano sopravvisse per miracolo ad un attentato del 1973. Terranova, dopo l’esperienza dell’antimafia con La Torre, voleva riprendere la toga. Fu ucciso nel 1979.

«Non-verità, non-giustizia, impunità» chiamano, dice Michele Figurelli, altre non-verità, non-giustizie, impunità. Ci sono, dice, “analogie” fra il delitto La Torre e l’omicidio di Olof Palme: «Le lotte contro i missili a Comiso fanno il paio con le iniziative pacifiste di Olof Palme. C’è un telegramma di Gelli, scritto 3 giorni prima dell’uccisione di Palme: l’albero svedese cadrà presto».
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