Nucleare, governo: si va avanti
Ue, lunedì riunione sull'Energia

Il governo: centrali non saranno costruite senza il consenso delle regioni: «Lo stop? Sarebbe un errore». Lunedì a Bruxelles riunione sull'Energia Ue.
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16 marzo 2011
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Il governo procede, anche se con qualche titubanza in più, sul progetto
nucleare. Scampato, alla Camera, il rischio di vedere il referendum contro le centrali accorpato alle amministrative, se tutto procederà secondo le previsioni mercoledì l'esecutivo porterà in consiglio dei ministri il decreto legislativo che corregge, dopo i rilievi della Consulta, il provvedimento dello scorso anno per la realizzazione delle centrali e l'individuazione dei siti. Per ora, intanto, guarda a come si muove l'Europa; dove il presidente francese, Nicolas Sarkozy, ha annunciato l'intenzione di convocare una riunione del G20 per discutere delle opzioni energetiche dopo il disastro in Giappone e dove già lunedì, a Bruxelles, si svolgerà una riunione straordinaria del Consiglio dei ministri dell'Energia Ue.

La «priorità è la salute e la sicurezza dei cittadini» e per questo «faremo le scelte con l'Europa» annuncia il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo che tuttavia avverte: è «sbagliato e irresponsabile» prendere decisioni «sulla spinta emozionale». Anche il titolare dello Sviluppo economico, Paolo Romani, rassicura: «Oggi all'ordine del giorno c'è il problema della sicurezza. A Bruxelles parleremo di questo, per l'Italia il problema sono le centrali nucleari vicine al confine». Il Ministro si conferma però un «convinto nuclearista», anche alla luce di quanto sta avvenendo nel Maghreb perchè, osserva,«non possiamo essere dipendenti da paesi instabili per l'energia». E cerca di essere rassicurante anche il sottosegretario Stefano Saglia che ripete: «Se la Comunità europea deciderà di bloccare ogni iniziativa sul nucleare, ci adegueremo».

In Italia, oltretutto, c'è il problema del necessario coinvolgimento delle Regioni all'opzione nucleare. «Chi fa politica sa che non si può fare un impianto nucleare contro una Regione ostile. Mica si può chiamare l'esercito!» evidenzia Saglia ricordando, inoltre, che prima dell'individuazione dei siti dovranno essere predisporti altri 23 provvedimenti tra norme e procedimenti amministrativi. La localizzazione, quindi, non avverrà prima del 2012 e prima di vedere una centrale costruita sarà ormai il 2020. Questo non basta, però, a rassicurare l'opposizione che nelle Commissioni Ambiente e Attività produttive, vota contro il provvedimento sulle centrali, che riceve comunque il via libera alla Camera ed un primo Ok al Senato. Il Pd chiede al governo di fermarsi e riflettere. Quello sul nucleare è un «piano irrealistico e sbagliato» sostiene il segretario, Pier Luigi Bersani, che, nonostante i dubbi sull'utilità dei referendum annuncia: «lavoreremo affinchè si possa raggiungere il quorum». Il governo sta dicendo «bugie» sul nucleare, un tipo di fonte energetica costosa che «sarà bocciata dal referendum» di giugno, assicura anche il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro. Ma è proprio sulla consultazione che oggi il governo ha rischiato di veder passare una mozione dell'opposizione per tenere in un solo election day i referendum su
nucleare, acqua e legittimo impedimento e il primo turno delle elezioni amministrative.

La mozione Pd è stata bocciata per un voto di differenza, quello del radicale Marco Beltrandi. Ma la geografia dei voti segnala malumori nella maggioranza, forse legati a mancati incarichi, con assenze tra le fila del Pid e dei Responsabili. Critiche nel merito della scelta nucleare arrivano però anche da Fabio Rampelli e Marco Marsilio, entrambi Pdl, mentre tutti salutano con sollievo il sì bipartisan alla mozione unitaria sulle fonti rinnovabili che impegna il governo a ripensare gli incentivi. E così inizia a serpeggiare il dubbio che le centrali nucleari non vedranno mai la luce in Italia. Si indigna il ministro Romani: «Questa - dice - è un' italica rassegnazione che non condivido».