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Speciale Elezioni 2013

Napolitano: «Rivedere finanziamenti politica»

Il presidente: «I partiti escano dalla logica del potere. Scivolati in una degenerazione morale». Auspica «misure anti corruzione più forti». E aggiunge: «L'unione politica europea non più tabù».
napolitano a mestre 640
6 settembre 2012
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Partiti risucchiati da una logica di mera gestione del potere, indispendabili per la democrazia e demonizzarli è un rimedio peggio del male ma che devono rinnovarsi. E una spallata al concetto di nazione in vista di un'Europa unita non solo dalla moneta. 
Parla a tutto campo il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al teatro Toniolo di Mestre, ospite di "Voci Fuori Campo, Giornate della politica" della Fondazione Pellicani. Riuscendo a esprimere con chiarezza un malessere diffuso non solo in Italia ma in Europa, riuscendo a cogliere davvero cosa scorre nei Paesi dell'Ue e nella nostra penisola innanzi tutto, esortando a risposte che, se verranno a mancare, potranno avere esiti catastrofici per tutti. Non ultimo, auspica misure più forti contro la corruzione.

"L'UNIONE POLITICA EUROPEA NON E' PIU' TABU'"
“L'unione politica europea non è più tabù”. E chiosa: "Le nazioni sovrane non bastano". Convinto europeista da sempre, osserva: «La politica è in affanno e naviga a vista, le vecchie mappe risultano sempre più inservibili e le nuove restano lontane da un disegno compiuto». Aggiungendo: «la politica è rimasta nazionale e questo è un fattore di crisi» sia per l'Europa che per la stessa politica. «Sta crescendo la consapevolezza di come sarebbe catastrofica per l'Europa la scelta di tornare indietro dal cammino percorso in questo sessantennio».

RIVEDERE IL FINANZIAMENTO DELLA POLITICA
MISURE PIU' FORTI CONTRO LA CORRUZIONE

«Si lavora e si dovrà lavorare, con successo, mi auguro, alla regolamentazione in senso democratico dei partiti secondo l'articolo 49 della Costituzione, alla revisione del sistema di finanziamento dell'attività politica, al rafforzamento delle normative anti-corruzione», dice ancora il presidente. «Non può esserci democrazia funzionante – aggiunge - senza il canale dei partiti politici. Nessuna nuova o più vitale democrazia può nascere dalla demonizzazione dei partiti». Secondo il capo dello Stato, i partiti devono uscire da logiche «di mera gestione del potere».

Secondo il capo dello Stato possono essere questi i rimedi alle «patologie» di cui soffrono i partiti che, in particolare in Italia, hanno «pagato il prezzo di arroccamenti burocratici, di un infiacchimento della loro vita democratica, di un chiudersi in logiche di mera gestione del potere e di uno scivolare verso forme di degenerazione morale».

“BANCO DI PROVA FORZE POLITICHE È SPAZIO A GIOVANI”
«Le forze politiche sappiano che banco di prova per tutte è la capacità che dimostreranno di aprire spazi di partecipazione per le giovani generazioni soprattutto al discorso sull'Europa», appunta il capo dello Stato rinnovando il suo appello ai giovani a «cercare ogni varco per far sentire e valere le vostre ragioni, le vostre esigenze, per esprimere idee ricostruttive e rinnovatrici sulla politica».