Napoli, figlia del boss Stolder nelle liste Pdl

28 aprile 2011
A - A
Consigliere uscente della municipalità San Lorenzo-Vicaria, nel centro storico di Napoli, Nunzia Stolder ci riprova e chiede agli elettori il consenso per un secondo mandato, nelle file del centrodestra.

Una ricandidatura che fa notizia per il cognome, pesante: anche se Nunzia ha da sempre preso le distanze da quella eredità, gli Stolder sono una famiglia di rango nelle gerarchie delle cosche napoletane. Cinque anni fa, quando si candidò con Forza Italia, qualcuno la soprannominò "lady camorra": oggi i suoi avversari politici preferiscono criticarla per la sua azione politica, ma in ogni caso questa trentenne bionda, dal sorriso trascinante, resta uno dei nomi sotto i riflettori di questa campagna elettorale amministrativa in città.

Inevitabile, infatti, con un cognome come il suo. Il padre di Nunzia è legato a filo doppio alla potente famiglia Giuliano; la zia della giovane, Amalia, vedova di Carmine Giuliano, è morta qualche settimana fa e il suo funerale è stato quello riservato a uomini - e donne - d'onore, con sei cavalli neri a trainare la bara per le strade di Forcella.

A quei funerali Nunzia non c'era: "Ho scelto da tempo una strada diversa", ha detto in una intervista al Corriere del Mezzogiorno. Diplomata in ragioneria, conduce con il marito una agenzia di viaggi. Il commissario regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli è tra coloro che bocciano la sua candidatura: "Ma non è certo un problema di cognome. Il fatto è che la candidata Stolder del PdL negli anni in cui ha fatto il consigliere municipale ha prodotto politicamente ben poco, anche dal punto di vista dell'azione contro la criminalità".

Secondo Borrelli, il territorio "non ha avuto nessun vantaggio dalla sua azione amministrativa" e anzi secondo noi c' è stato addirittura un peggioramento. Tra l' altro non ci risulta ci sia stata nessuna azione da parte della Stolder contro la criminalità a Forcella". Dal fronte Pdl, che sostiene la corsa di Gianni Lettieri a sindaco, c'è chi sostiene invece la tesi opposta: Nunzia come simbolo di un riscatto possibile, come esempio di chi ha saputo voltare le spalle a un cognome difficile.

Lei, la consigliera di nuovo in corsa, tiene a dire di non aver ricevuto mai nemmeno una multa: "Ci sono candidati, invece, alle Municipalità come al Comune, che sono coinvolti in indagini per reati pesanti e vicende gravi".