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Morucci a Casapound: folla lo applaude, nemici ma senza discriminazione

 
6 febbraio 2009
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Accolto con tutti gli onori. Applaudito, ascoltato. Valerio Morucci, ex brigatista, uno dei carcerieri di Aldo Moro, dopo il gran rifiuto della Sapienza va a Casapound per un confronto sulle tematiche delle carceri e dell'antifascismo. E il centro sociale di destra, a via Napoleone III a Roma si riempie con una folla 'da stadio'.

L'occasione è la presentazione del libro di Morucci:  'Patrie galere. Cronche dall'oltrelegge' . Nello stabile occupato del centro sociale sono stati montati maxischermi per consentire anche a chi è rimasto fuori dalla gremita sala conferenze di assistere al dibattito, che è anche trasmesso in diretta da Radio Bandiera Nera.

Fotoreporter, giornalisti, militanti di destra e sinistra, tanti intellettuali: questo è il pubblico presente per ascoltare gli interventi di Morucci, Gianpiero Mughini già direttore di Lotta continua, dei saggisti Ugo Maria Tassinari e Angelo Mellone, Luca Gramazio, vicecapogruppo del Pdl in Campidoglio.

Al dibattito interviene anche il redattore capo della rivista di critica radicale 'L'Occidentale' Carlomanno Adinolfi, figlio di Gabriele ex leader di Terza Posizione, con alle spalle una lunga latitanza e un'accusa per la strage di Bologna, da cui è stato completamente scagionato. A Gabriele Adinolfi, presente da spettatore all'incontro, la presenza di Morucci a Casapound piace, soprattutto nella logica del superamento dell'antifascismo. «Si tratta - spiega - di un confronto fra identità forti nel superamento di una logica di guerra per la costruzione di una nuova nazione».

E alla costruzione Morucci ribatte: «Si può essere nemici, ma questo non vuol dire annientamenteo reciproco, discriminazione, ostracismo. La discriminazione è razzismo - continua Morucci riferendosi al tema dell'antifascismo - e questo apre a tragedie che non vogliamo più vivere».