La Ue renda subito operativo il fondo salva-Stati e i project bond per favorire l'auspicato abbassamento dei tassi e superare la fase più acuta della crisi dell'area euro. In un colloquio con
Il Sole 24 Ore, il premier Mario Monti sottolinea che il fondo Esm, il fondo di intervento salva-Stati «deve diventare operativo in tempi brevi e certi e deve fondarsi su procedure snelle, in modo da poter essere effettivamente utilizzabile».
Sul fronte della crescita, «che è essenziale per l'occupazione e per la stessa disciplina di bilancio», Monti guarda al rafforzamento del mercato unico accelerando l'attuazione del single market act, ma soprattutto a «un piano per dotare l'Europa di infrastrutture adeguate, grandi reti di trasporto e di comunicazione, a cominciare dalla banda larga». Un piano che andrebbe finanziato «con i project bond», emissioni obbligazionarie continentali destinate all'investimento in infrastrutture.
Il premier ribadisce poi di essere favorevole agli Eurobond ma è consapevole che su questo «in Europa c'è una notevole difformità di opinioni, perciò - osserva - non è uno strumento su cui si può puntare a breve». «Fino a poco tempo fa si poteva sostenere che i tassi erano alti per il mancato consolidamento dei conti italiani. Adesso - sottolinea Mario Monti - nessuno lo sostiene più. Tutti i report delle grandi istituzioni e dei centri studi spiegano che i tassi alti dipendono dal rischio della zona euro, soprattutto dopo l'esito del Consiglio europeo dell'8 dicembre che è stato giudicato non adeguato».
Perciò le riforme della governance europea diventano oggi fondamentali: «Un miglioramento rapido della governance potrà far abbassare i tassi rendendo più sostenibile e politicamente più praticabile anche il proseguimento dello sforzo interno di risanamento dei singoli Paesi».
Diritti e tutele vanno garantiti ma il paese deve tornare a crescere. Il premier Mario Monti sottolinea l'importanza del dialogo con le parti sociali ma lancia un preciso messaggio: «Bene gli aspetti giuridici ma deve essere chiaro che ci troviamo di fronte a un problema di crescita carente e di malfunzionamento del sistema economico con una conseguente alta disoccupazione giovanile».
Sulle tematiche del mercato del lavoro «vanno quindi certamente garantiti diritti e tutele ma dando pari importanza agli effetti sull'attività. Troppe volte - osserva Monti - si è guardato più all'etica dell'attenzione e meno all'etica della responsabilità e quindi alle conseguenze dirette sui soggetti interessati. Serve invece pragmatismo. Anche il capo dello Stato, del resto, ha sottolineato come la coesione sociale sia un valore anche economico, ma va conseguita con strumenti che non penalizzino la competitività».
Il Governo non ha indicato i proventi della lotta all'evasione fiscale a copertura della manovra ma il premier Mario Monti si augura che le misure di contrasto all'evasione approvate dall'Esecutivo portino «un gettito ulteriore da poter utilizzare, almeno in parte, per ridurre le imposte sulla produzione, sul lavoro e sulle famiglie».
E ribadisce che non è solo lo Stato a mettere le mani nelle tasche dei cittadini, «sono anche gli evasori a metterle in quelle di chi invece le tasse le paga e sono i titolari di posizioni di rendita, di monopolio a metterle nelle tasche dei consumatori».
Monti, invece, si mostra scettico verso la possibilità di un'intesa con la Svizzera, sulla scia di Germania e Regno Unito, per recuperare gettito dai capitali espatriati che oggi sfuggono al fisco. «Ci sono pro e contro in quelle intese. Ci sono critiche forti a livello comunitario, anche perchè è comunque una forma di condono. Anche per questo - osserva Monti - mi stupiscono gli attacchi che vengono da forze tradizionalmente dure sui condoni».
Il premier guarda poi con attenzione al lavoro svolto da Vieri Ceriani sul fronte delle agevolazioni fiscali: «Non è un caso se l'ho nominato sottosegretario, la sua catalogazione è fondamentale per un riordino che ritengo necessario».