Milleproroghe, scontro su pensioni
tra Tesoro e Welfare

20 gennaio 2012
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Il decreto Milleproroghe diventa una specie di Finanziaria in stile Prima repubblica, con tantissimi emendamenti presentati dai deputati nelle commissioni competenti della Camera che intaccano in questo o quel punto il rigore delle tre manovre del 2011. Il Governo riesce a tener dritta la barra, anche se i ministeri del Tesoro e del Welfare si sono scontrati sulla copertura della più importante modifica, quella sulle pensioni.

Da lunedì il testo approda in aula dove verranno affrontati alcuni temi finora rinviati. Le commissioni Bilancio e Affari costituzionali hanno approvato in mattinata due emendamenti sulle pensioni dei relatori, Gianclaudio Bressa (Pd) e Gioacchino Alfano (Pdl), dopo due giorni di attesa del responso del Tesoro sulla copertura. Via XX Settembre ha stabilito che i soldi necessari arrivassero dall'aumento progressivo dei contributi degli autonomi dello 0,15% a regime. La decisione ha fatto arrabbiare il ministro Elsa Fornero, contrarissima a caricare sugli autonomi questi costi.

Anche il Pdl, che pure ha votato gli emendamenti, ha poi espresso critiche a questa copertura con il capogruppo Fabrizio Cicchitto e il suo vice Massimo Corsaro. «La copertura è un problema del governo - ha detto Bressa - se vuole può cambiarla; per noi l'importante è la norma». E questa norma modifica la recente riforma previdenziale contenuta del decreto «Salva Italia».

Grazie all'emendamento i lavoratori precoci, quelli che hanno cominciato a lavorare prima dei 20 anni, andranno in pensione con 42 anni di versamenti, senza penalizzazioni anche se non hanno compiuto 62 anni; e questo fino al 2017. Ci sono poi gli «esodati» cioè quelli che hanno accettato di dimettersi da una azienda in crisi pensando di andare in pensione dopo pochi mesi, ma con la riforma si trovano senza lavoro e senza pensioni. Anche per loro varranno le vecchie regole previdenziali.

È invece stato ritirato un altro emendamento dei relatori che faceva beneficiare delle vecchie norme il personale della scuole sino a fine agosto 2012. Ma sono passati molti emendamenti di spesa, magari di piccolo importo, che hanno ricordato «l'assalto alla diligenza» della Prima Repubblica, che ha fatto allarmare il sottosegretario Gianfranco Polillo. Tra questi la possibilità per i comuni di assumere con contratti a tempo determinato sia nella scuola che tra i vigili urbani; il rinvio di 6 mesi dell'obbligo di unione dei Comuni con meno di 1.000 abitanti; la conferma della franchigia fiscale di 6,7 mila euro per i frontalieri; gli sgravi dell'editoria anche per le Onlus; il condono per le affissioni abusive dei partiti (se la caveranno con 1.000 euro per l'intera provincia).

Restano altre temi, che implicano spesa, su cui il governo ha chiesto tempo, come i soldi per l'ippica, o i benefici per gli esuli italiani cacciati dalla Libia nel 1970 da Gheddafi. Una pioggia di emendamenti è stata già annunciata.