L'effimero splendore di Villa Lusi

Di Fabio Luppino
9 febbraio 2012
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Prima dei fasti giudiziari la villa di Genzano oggi di proprietà del senatore del Pd Luigi Lusi aveva vissuto quelli di una tranquilla e ambita magione alle porte di Roma. Giunta a noi dai primi decenni del secolo scorso, quando fu costruita da uno straniero, olandese, su terreni un tempo dei signori Sforza Cesarini, il cui maniero domina la cittadina dei Castelli Romani.



LUSIVilla Khuda, così si chiama, è centrale e isolata allo stesso tempo. Quando Lusi chiude il portone alle sue spalle entra nell’incanto di un parco di tre ettari e mezzo e in una casa di oltre mille metri quadrati. Una vegetazione spettacolare superando la quale si guarda direttamente il lago di Nemi, senza che alcun ostacolo si frapponga alla vista. Quando invece lo varca in senso contrario si trova nella parte più bella del centro cittadino, con i salesiani davanti e il piccolo boulevard delle Olmate, luogo per passi perduti e rimembranze.

LUSITre milioni e mezzo per ristrutturarla è una bella cifra. Troneggia sul sito della Euromade, società a cui dal marzo del 2009 fu assegnato l’incarico per la direzione dei lavori. Da quasi tre anni, dunque, senza che nessuno se ne avvedesse soprattutto nella Margherita (sorvolando sul prezzo pagato per acquistarla nel maggio del 2008). Eppure Genzano è a soli 28 chilometri da Roma, oggi quasi periferia della capitale. Non è più lontana come poteva apparire nel dopoguerra, quando l’olandese se ne andò e lasciò tutto questo ben di Dio al custode, uomo fortunato. Il signor Verino provò a fare fruttare la struttura: ci viveva, visto lo spazio e ci insediò un ristorante, Il Cedro. Ma chi viene dalla campagna difficilmente cambia abitudini. Rimase estraneo alle consuetudini dei paesani che da quelle parti non ci passavano.

LUSIPiù tardi su Villa Khuda cadde l’occhio di chi gli affari immobiliari ai tempi li sapeva fare, Alfio Marchini. Nel paese dicono che l’avrebbe acquistata per regalarla a Simona Marchini in occasione del suo matrimonio con il calciatore della Roma Ciccio Cordova. «No, assolutamente le cose non stanno così - risponde la gallerista figlia di Alvaro Marchini -. Ci abitava la cognata di mio zio alla morte del marito, Clara Lombardi, musicista». Chi allora era nel Pci ricorda che la signora apriva la villa per la festa della donna, quella della violetta ed altre amenità. Insomma, i genzanesi intorno ai sessanta cosa ci sia là dentro lo sanno bene.

Ai giorni nostri la storia è nota, o quasi. Prima di arrivare a Lusi, o meglio alla Paradiso immobiliare, la villa sarebbe passata nelle mani dei proprietari del Nomentana hospital. L’inizio lavori per la ristrutturazione ha atteso il via libera della Conferenza dei servizi con ministero dei Beni culturali (essendo l’area sottoposta a vincolo), Regione, Comune e Sovrintendenza. Le opere hanno indubbiamente riportato all’antico splendore la residenza, così come l’ampio parco, il lastricato e il fontanone. Quel che un po’ interrompe la continuità del viale pedonale che ne costeggia il lungo muro di cinta sono i dissuasori elettronici collocati davanti al cancello d’entrata, l’ultimo atto della magniloquente ristrutturazione.

Il senatore Pd non è di Genzano, ma come molti ha scelto di abitarvi da circa venti anni e ha preso la residenza.
Si è dato molto da fare quando nella frazione Landi si pensò di costruire una nuova chiesa, la Ss. Nome di Maria. Si viaggiava ancora con il vecchio conio: si spesero tre miliardi e mezzo di lire. I lavori furono eseguiti dalla ditta Ruggieri Mario srl, che si fregia dell’opera navigando sul suo sito. Ai tempi dell’ideazione era vescovo della diocesi di Velletri, di competenza per quell’area anche se cadente nel comune di Genzano, Joseph Ratzinger.