Mangoni degli Elii:
«Io candidato supergiovane» di F.F.
Lo spot: basta con Letizia
mamma di "Batman" VIDEO
Letizia avvelenata di O. Pivetta
Pensare, nel secondo decennio del terzo millennio, alla “musica impegnata”, rievoca figure di barbuti cantautori anni ’70 o di gruppi combattivi e arrabbiati cresciuti nei Centri Sociali. Comunque, qualcosa di passato. Oggi l’impegno socio-politico diretto in ambito musicale, a parte alcuni casi, non va più tanto di moda, ma…forse qualcosa sta cambiando. Forse qualcuno ha passato troppi limiti nella gestione disinvolta del potere, tanto da far tornare anche ai musicisti, la voglia di ribellarsi o comunque di dire la loro su temi diversi dall’amore, dai rapporti privati, dai personali tormenti interiori.
Così succede che, in prossimità delle elezioni di domenica 15 e lunedì 16 Maggio, la campagna elettorale per le Amministrative in una città come Milano veda anche una grande festa musicale per far sentire le voci di chi vuole appoggiare il cambiamento in modo concreto. L’evento, in programma a Piazza Duca d’Aosta si chiama “Milano Libera Tutti” e nasce dalla volontà degli organizzatori, gli operatori musicali milanesi, di sottolineare e promuovere l'importanza del voto presso i giovani, ai quali normalmente la comunicazione elettorale non si rivolge e che vivono una disaffezione politica diffusa.
Sul palco suoneranno gli
Afterhours, Samuel e Max dei Subsonica, i Casinò Royale, Marta sui tubi, i Ministri e
Dente. Previsti inoltre interventi del candidato sindaco di centro-sinistra
Giuliano Pisapia, del capolista Pd
Stefano Boeri, di
Don Andrea Gallo e poi ancora
Roy Paci, Pierpaolo Capovilla, Tommaso Sacchi e il
Comitato Milano Libera Tutti,
Claudio Agostoni (Radio Popolare). Infine i dj set di
Barking Dogs, Tommy Tumble & Tode, Lele Sacchi & San Diego e The Electricalz. Il concerto, presentato da Fabrizio Solibello e Silvia Boschero è ad ingresso gratuito, così come volontaria e gratuita è la partecipazione di tutti gli artisti. Far tornare la voglia di prender parte alla cosa pubblica ad una generazione cresciuta nel berlusconimo, disgustata dalla politica e spinta all’individualismo non è cosa facile, ma in molti giovani crescono già i semi della consapevolezza e della necessità di ribellarsi allo stato delle cose prima che si mangi tutto il loro futuro. In fondo sono quelli che più hanno da perdere perché più lunga è la loro prospettiva di vita e non farli sentire soli diventa quasi un dovere civico, come sottolinea il “subsonico” Max Casacci nel blog del gruppo, con una nota significativamente intitolata “La cosa giusta” che qui riportiamo.
Max Casacci dei Subsonica: "La cosa giusta"
“Ci siamo disinteressati per troppi anni alla politica, ed ecco il risultato. Un governo che ci ha reso barzellette nel mondo e opposizioni che raramente ci rappresentano. Certo ce ne sarebbe abbastanza per stare lontani altri cento anni. ma nel frattempo la crema della mediocrità rischia di impossessarsi completamente delle leve di decisioni che hanno a che fare con i nostri spazi, con quello che respiriamo, con quello che mangiamo , con quanto costa e con imposizioni tiranniche, vedi energia nucleare. Giusto per farla breve. Dalle nostre parti (Torino) abbiamo deciso che un potenziale Sindaco andasse intercettato, incontrato e confrontato. Ed è quello che la rete della notte, dei locali, della musica delle culture giovanili ha fatto con Piero Fassino, in diversi incontri. Giusto per chiarire che un appoggio generazionale non lo si dà più solo per paura dei più cattivi. Ma perché si possa condividere una parte di idea di città. E così sarà. Metteremo nell'urna la convinzione di essere partecipi tutti di quel progetto senza il rischio di trovarci di fronte a brutte sorprese che non hanno colore. E a Milano il 10 maggio succederà una cosa simile. Una parte della Milano che la giunta Moratti ha devitalizzato, oscurato, chiuso, rimosso in modo coatto, chiede attenzione e aiuto. Ed è questo il motivo per cui io e Samuel ci saremo. In piazza insieme a musicisti , operatori culturali, giovani che sono stufi di vivere in una città azienda sempre più morta, inaccessibile e fruibile solo da pochi. Cercheremo insomma di fare in entrambi i casi la cosa giusta, evitare di essere indifferenti. Ci vediamo ?”