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Martelli: «Scalfaro regista trattative Stato-mafia»

oscar luigi scalfaro 2003
11 settembre 2012
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Claudio Martelli, già ministro della Giustizia dal 1991 al 1993, è tornato oggi ad accusare di 'regia' nella trattativa Stato-mafia l'ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Ascoltato dalla Commissione Bicamerale Antimafia, Martelli ha ribadito, come già aveva fatto lo scorso agosto nel corso di un'intervista, che Scalfaro in quel periodo avrebbe condotto una 'regia' per portare a termine una trattativa con la mafia e far cessare il periodo stragista. «Lui era il dominus, colui che regnava», anche se non isolato ma con «un consenso più ampio». Per Martelli l'ex capo dello Stato fu protagonista della «regia per la 'normalizzazione' del rapporto con la mafia» che, con l'obiettivo di fermare le stragi, mise da da parte dei «politici e avevano esagerato nel contrasto».

«Il fine - ha detto l'ex esponente socialista davanti alla Commissione antimafia - era quello di tagliare l'area più offensiva contro Cosa Nostra. Colpendo Martelli, Scotti e successivamente anche Nicolò Amato, responsabile dell'Amministrazione penitenziaria». L'ex guardasigilli è arrivato anche a dare del 'bugiardo' all'ex premier e compagno di partito Giuliano Amato che ieri, ascoltato in Commissione, ha dichiarato di aver scelto personalmente il successore al ministero della Giustizia Consu: «È una bugia perchè Consu è stato scelto da Scalfaro. Così come lo stesso Amato è stato scelto da Scalfaro, Mancino e la sostituzione di Nicolò Amato con Capriotti».

SCOTTI: "41 BIS FU PROPOSTO DA ME E MARTELLI"
«Il 41 bis fu proposto da me e da Martelli e non dai Corpi di polizia con la ragione specifica di troncare il rapporto fra le carceri e i vertici mafiosi». Lo ha detto Vincenzo Scotti, ministro dell'Interno tra il 1990 e il 1992, alla Commissione bicamerale antimafia. Scotti, che fu poi sostituito al Viminale da Nicola Mancino, ha sottolineato che esisteva all'epoca una contrapposizione fra due linee strategiche per la lotta alla mafia.