C’è un uomo con un lavoro serio e i capelli bianchi che si diletta a indossare improbabili costumi e dar mostra di sé in atteggiamenti demenziali; che crede più nell’ironia e nello scherzo che in altri sacri valori; che ama fare il pagliaccio con altri suoi compari altrettanto adulti e altrettanto fuori di testa (apparentemente), costituendo una bizzarra compagnia che sa un po’ di Monty Python e un po’ di Amici miei.
Spot di Luca Mangoni: basta con Letizia, mamma di "Batman" VIDEO
Poi c’è un altro uomo, insigne architetto, apprezzato e attivo nella sua città, esperto di urbanistica, impegnato in progetti di grande rilievo.
La natura, che a volte esprime la sua cosmica intelligenza in modi bizzarri, ha deciso di fondere insieme questi due caratteri così apparentemente lontani e ha quindi creato Luca Mangoni. Il nome è noto ai fans di Elio e le Storie Tese come il loro complice preferito, colui che dà voce e corpo al mitico “Supergiovane”, a “Shpalman” e altri personaggi della esilarante galleria inventata dagli Elii nel boschetto della loro fantasia. A chi pratica le arti edificatorie e l’urbanistica è invece noto per i suoi meriti professionali in ambito architettonico. Or si dà il caso che il Mangoni sia anche un cittadino della non più ridente da un pezzo città di Milano e che abbia sentito sorgere in sé, in quanto milanese che ama la sua città, l’esigenza di contribuire a migliorarla. Eccolo dunque comparire sui muri meneghini con piglio battagliero sullo sfondo del tricolore nazionale. Sotto il piglio campeggia la scritta “Vota Mangoni candidato ideale”. Ecco un’altra burla degli Elii, viene da pensare di primo acchitto…invece no. Invece Mangoni è un candidato vero e votabile, votabilissimo, n.3 della lista Milly Moratti per Pisapia (il candidato sindaco del Centro-Sinistra alle comunali milanesi del 15 e 16 giugno). La cosa intriga, si fa interessante e allora come non approfondire?
Insomma Mangoni, fa sul serio o è tutta una boutade della vostra cricca di salaci buontemponi? Si ritiene davvero il “candidato ideale”? E ideale per chi poi?
“Sono il candidato ideale per tutti quelli che vogliono bene a Milano, per gli altri no”.
Ha fatto un comizio da un balcone, scelta un po’ inquietante per un candidato di sinistra, non trova?
“Ormai i comizi non li fa più più nessuno e dunque abbiamo deciso di farne uno noi. La scelta del balcone è una cosa ironica ovviamente. Abbiamo avuto l’occasione di utilizzare questa palazzina con lo slargo sotto e lo abbiamo fatto. Certo, è inquietante, come il manifesto del resto, ma è tutto in chiave ironica”.
Anche il linguaggio “sintetico” del comizio, fatto unicamente di poche parole-chiave va nella direzione contraria a quella consueta dei candidati che parlano sempre molto, moltissimo…
“Sì, come diceva la mia professoressa del liceo, breve, conciso, preciso. Ho usato delle parole chiave nelle quali ciascuno può mettere ciò che sa e che il suo buon senso gli suggerisce”.
La strategia comunicativa che ha scelto è decisamente surreale e ironica, in perfetto stile Elio e le Storie Tese. Pensa che pagherà in termini di voti?
“Provi a sentire le canzoni di Elio, anche lì c’è molta ironia ma al fondo le cose che dicono sono vere e serie. Del resto tutti i candidati fanno i seri o i seriosi e se c’è uno che la mette giù in modo un po’ ironico va anche bene, no?”.
Però la candidatura ha delle ambizioni reali…
“Io ho già partecipato alle scorse elezioni nella lista per Agnoletto. In quel caso però ero un po’ la Minetti della sinistra, nel senso che ero nel listino e come tutti quelli nel listino sarei stato automaticamente eletto in caso di vittoria. Lì però si trattava di un appoggio morale perché le possibilità che Agnoletto vincesse erano praticamente nulle, in questo caso invece Pisapia se la gioca praticamente alla pari con la Moratti. In quanto alla mia affidabilità vorrei dire che sono molto affidabile, anche quando faccio il pirla sul palco con Elio e le Storie Tese. Io faccio l’architetto e le cose che ho fatto sono lì, stanno in piedi e son fatte bene. A breve consegneremo un parco e una strada dei quali ho fatto la direzione dei lavori, partirà presto un cantiere in cui ho progettato dell’edilizia residenziale in social housing…”
Come esperto di urbanistica, in particolare nel recupero delle aree dismesse, se eletto pensa di occuparsi di questo?
“Di spazi Milano ne ha grande necessità e di aree dismesse ce ne sono in quantità, la gran parte di proprietà pubblica e vanno usate per le cose di cui la città è carente. Se ci chiediamo: di cosa ha più bisogno questa città? Primo: il verde, oggettivamente. Ha bisogno poi di spazi culturali e di aggregazione, di case a prezzi calmierati rispetto a quelli di mercato che sono ormai insostenibili. Poi mi piacerebbe occuparmi dell’efficienza della macchina comunale, che lascia molto a desiderare come constato tutti i giorni nel mio lavoro di architetto. Lo stesso discorso lo farei nel campo della cultura e dello spettacolo, delle agevolazioni per le attività culturali…”
Passando dal ruolo di possibile votato a quello di votante: il 12 e 13 giugno cabina al mare o cabina elettorale per i referendum?
“Secondo me si vuole impedire alle persone di esprimersi perché si tratta di referendum scontati come risultato, dato che i contrari non andrebbero proprio a votare. Sul nucleare e sull’acqua il referendum creerebbe problemi a certe lobby di affaristi, quello sul legittimo impedimento problemi personali al premier, perciò si fa di tutto per sabotare il voto. Quindi niente mare, andiamo tutti a votare per non permettere questa truffa, che tra l’altro costa trecento milioni di euro ai cittadini, soldi che potevano essere utilizzati decisamente meglio”.
Pensa che la sinistra abbia delle vere possibilità di vittoria in una città che da molto tempo ormai è in mano al centro destra?
“Prima si parlava di ballottaggio come un traguardo, ormai tutti i sondaggi lo danno per acquisito, dunque credo che l’obiettivo ora sia veramente la vittoria finale. Io vedo tanta gente che si era allontanata dalla politica negli ultimi anni e che è tornata attiva, anche perché c’è tanta delusione rispetto a quanto fatto per la città in questi anni. Dal Governo alla Regione, alla Provincia al Comune, tutti di centro-destra, c’è un’uniformità del potere che dovrebbe permettere di ottenere risultati con facilità. Nonostante questo siamo di fronte a uno spreco di risorse, a un’inefficienza totale e a una serie infinita di brutte figure. Quando dicono che hanno fatto la pista ciclabile e poi ti accorgi che consiste nel disegno di una bicicletta sul marciapiede, uno si sente preso in giro”.
Ascoltati gli argomenti dell’architetto sorge spontanea una riflessione: hai visto mai che con tutti ‘sti candidati che sembrano tanto seri prima delle elezioni e poi si rivelano dei buffoni, quello che pare uno sberleffo vivente possa rivelarsi poi serio e affidabile? In fondo se il principio di inversione automatica vale per loro, perché con lui non dovrebbe?