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Lusi ai pm: «Investimenti per corrente rutelliana»

Lusi, parla
23 giugno 2012
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Luigi Lusi chiama direttamente in causa la corrente rutelliana dopo sette ore e mezza di interrogatorio di garanzia: "Tutti gli investimenti fatti per conto della corrente rutelliana , c'era un patto". Ha parlato nella sala colloqui del carcere di Rebibbia. Il senatore è accusato dell'ammanco di oltre 23 milioni di euro dalle casse della Margherita. Lo hanno ascoltato il gip Simonetta D'Alessandro e i pm della procura di Roma.

«Tutti gli investimenti immobiliari che ho fatto dal 2007 in poi li ho fatti per conto della corrente rutelliana, c'era un preciso patto fiduciario». E' uno dei passaggi del lungo interrogatorio riferito dall'Ansa.

Il senatore durante l'interrogatorio di garanzia ha ripercorso tutta la sua attività di tesoriere della Margherita. Ha precisato che «dal 2001 al 2007» il controllo che operava sui bilanci del partito era «regolare e rigoroso e riguardava una verifica accurata di tutte le entrate e le uscite». Dal 2007 in poi, ovvero da quando il partito si scioglie, ha precisato Lusi davanti al gip, il suo controllo operato sui bilanci «è stato solo un controllo formale e non riguardava le entrate e le uscite», dunque «era meno accurato». L'ex tesoriere ha ricordato il patto spartitorio 60-40, del quale aveva già parlato durante l'interrogatorio con i magistrati romani, ma ha aggiunto «che tutti gli investimenti immobiliari» da lui fatti, tracciabili e riconducibili appunto alla sua persona «sono stati fatti per conto della corrente rutelliana e in virtù di un patto fiduciario con tale corrente per fare rientrare i soldi in questa maniera». Secondo quanto riferisce l'Ansa, il senatore avrebbe ammesso che in questo meccanismo di gestione poco accurata dei bilanci si sarebbe anche lui appropriato di somme di denaro. Ma ha più volte sottolineato che la stragrande maggioranza degli acquisti di immobili sono stati fatti in virtù del patto con la corrente del'ex presidente Dl Rutelli.

PER PROCURA QUADRO ACCUSATORIO RINFORZATO
Massimo riserbo dalla Procura sull'interrogatorio, ma fonti di piazzale Clodio affermano che «il quadro accusatorio si è rinforzato ed è stato corroborato da dettagli che ora dovranno essere esaminati». Il procuratore aggiunto Alberto Caperna e il sostituto Stefano Pesci, titolari dell'inchiesta, hanno preso parte all'interrogatorio tenuto dal gip Simonetta D'Alessandro e hanno lasciato il carcere di Rebibbia senza fare dichiarazioni.

I DIFENSORI: "LUSI HA SPIEGATO IL SISTEMA"
«Luigi Lusi ha detto ai magistrati come funzionava il sistema. Sarà ora la Procura a fare i dovuti riscontri». Lo hanno detto Luca Petrucci e Renato Archidiacono, difensori dell'ex tesoriere della Margherita. Alla domanda se il parlamentare abbia chiamato in causa altri personaggi politici, i due penalisti, invocando la riservatezza dell'atto istruttorio eseguito, si sono limitati a rispondere: «Non confermiamo e non smentiamo». «L'interrogatorio - hanno aggiunto - è stato completo, Lusi ha risposto a tutte le domande ed è sereno». Al gip Simonetta D'Alessandro, Lusi ha consegnato anche documenti che si era portato a Rebibbia quando si è costituito. È slittata alla prossima settimana la richiesta di revoca della misura cautelare che i difensori, in un primo momento avevano in animo di fare in giornata.


INTERROGATORIO DALLE 2 ALLE 9 DI SERA
Dalle due del pomeriggio il senatore Luigi Lusi, ex tesoriere della Margherita, risponde al gip Simonetta D'Alessandro nell'interrogatorio di garanzia legato all'ammanco di oltre 23 milioni di euro dalle casse del disciolto partito. Lusi, assistito dagli avvocati Luca Petrucci e Renato Archidiacono, è accusato di associazione per delinquere e appropriazione indebita.

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