
Una cosa è sicura: chi sta curando la campagna di Letizia Morati, o almeno chi cura la sua immagine sui social network, se proprio dovesse andare male alle elezioni può sempre riciclarsi come autore comico. Ci sarà da prendere consapevolezza del fatto, certo, perché finora tutte le gaffe 2.0 che hanno caratterizzato la presenza del sindaco su varie piattaforme sono state involontarie, ma ci sono dei margini di crescita notevoli.
L'ultimo caso, il “caso Sucate” - e quanto è dura scrivere di un caso Sucate senza tenersi la pancia per le risate – è paradigmatico. Succede che da qualche giorno i responsabili delle pagine Facebook e Twitter del sindaco abbiano mosso una vera e propria offensiva mediatica a suon di post e “cinguettii” che in men che non si dica – e in controtendenza rispetto alla prima fase della campagna elettorale – ha reso la Moratti uno dei personaggi più seguiti sul web.
Non senza destare qualche sospetto, tra l'altro. In molti, per esempio, si chiedono di quali poteri magici o paranormali goda il sindaco per riuscire a far lievitare i “likers” sulla sua pagina Facebook da 3mila a 24.700 in tre giorni – e se per caso non ci sia anche questa volta lo zampino del consigliere di fiducia Mario Azzoni, 50 anni, pranoterapeuta che scopre i tumori con lo sguardo e vede aleggiare gli spiriti.
Ma il vero exploit di Letizia si registra su Twitter. Ancora venerdì, a dire la verità, il signor sindaco si scusava per essere stata un po' troppo assente dalla piattaforma di microblogging con un cinguettio commovente. A un utente che si rallegrava che tra i suoi followers (cioè tra le persone che seguivano quello che lui scriveva) ci fosse anche Letizia Moratti, il sindaco risponde: «Vi ho sempre seguiti tutti. Solo non su Twitter». A dire la verità la sciura, suo malgrado, era già una star della piattaforma grazie ai #morattiquotes, raccolta di false citazioni morattiane che rilanciavano in maniera esilarante l'accusa nei confronti di Pisapia – non meno esilarante – di essere un ladro d'auto. Le #morattiquotes, e le migliaia di divertiti autori delle stesse, accusavano Pisapia di aver ucciso Laura Palmer, di essere in realtà l'arbitro Moreno, di essere il vero padre di Luke Skywalker, il fumo nero di Lost, un amico personale di Yoko Ono, quando non Yoko Ono stessa.
Per arginare questa tendenza al massacro, lo staff del sindaco ha pensato bene di inventarsi un hashtag – cioè un tema di discussione, preceduto dal simbolo “#”, che in inglese è appunto un hashtag, sui cui invitare gli altri a confrontarsi. La scelta è ricaduta su “#mirispondi”. E da giorni basta digitare una domanda e “#mirispondi” perché il sindaco, ovverosia il suo staff, rispondano. Risposte, a dire la verità, trascurabili – generiche ed evasive, per lo più. Almeno fino a questo pomeriggio, fino a quando un utente registrato come Lucah ha messo in crisi il giocattolino facendo la seguente domanda: “@letiziamoratti il quartiere Sucate dice no alla moschea abusiva in via Giandomenico Puppa!! Sindaco rispondi! #mirispondi #sucate”. E la Moratti, o chi per lei, fermamente ha risposto: “@orghl nessuna tolleranza per le moschee abusive. I luoghi di culto si potranno realizzare secondo le regole previste dal nuovo Pgt”.
Ora, va da sé, che il quartiere Sucate non esiste, ma questo non ha impedito a migliaia di utenti di Twitter – un po' com'era successo per le #morattiquotes – di fare le ipotesi più assurde sul suo futuro. Gabriella Cassotta, per esempio, scrive: “@bozzoMO: #Sucate è in Unione con Duro. A presto la fusione in #SucateDuro. #sapevatelo” @maurosabbarone”. Mentre Salvatore Donati twitta: “E i Maya predissero la fine del mondo a #Sucate. E con questo, da Sucate, è tutto”. Gaetano Belcastro registra che “a #Sucate si differenzia più di qualsiasi altro quartiere di Milano”. E c'è invece chi, Andrea Tracanzan, già lo vede come il nuovo quartiere residenziale di Milano: “Tutta la mia solidarietà a #sucate … io ci comprerò una villa come Berlusconi a Lampedusa!”. Gaetano Belcastro segnala che “a #Sucate si guida sulla sinistra”, e c'è chi, come Mauro Quaresima, organizza le prime gite: Questo week end voglio andare a visitare #Sucate”.
Sucate non esiste, d'accordo, ma intanto è bello pensare che Letizia vi si potrà dedicare dopo aver perso – come speriamo - le elezioni.