Legge elettorale, Pd e Pdl:
«Basta con le liste bloccate»

Incontro tra Pd e Pdl: «Il nuovo sistema elettorale dovrà mantenere un impianto tendenziale bipolare». Polemica con la Lega sulle preferenze. Chiti: «Il Porcellum? Una presa in giro».
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6 febbraio 2012
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«Si è convenuto sull'opportunità di procedere rapidamente e concordemente tra Camera e Senato sulla riforma dei regolamenti parlamentari favorendo soprattutto la celerità e la trasparenza del procedimento legislativo». È quanto si legge in un comunicato diffuso al termine dell'incontro tra la delegazione del Pdl e quella del Pd sulla riforma della legge elettorale e le riforma costituzionali. «Il nuovo sistema elettorale dovrà evitare la frantumazione della rappresentanza parlamentare e mantenere un impianto tendenziale bipolare», si legge in un passaggio del comunicato. Pdl e Pd concordano sull'esigenza di «cambiare l'attuale sistema elettorale restituendo ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti».

«La Lega è per le modifiche, mentre il Pd ne vuole una nuova», è la sintesi del coordinatore del Pdl, Ignazio La Russa.

«Mi auguro che le dichiarazioni dell'on. La Russa, dopo l'incontro con la Lega, siano state mal dette o male interpretate. Altrimenti sarebbe il segno di una grande confusione nel Pdl e dell'esistere di una spinta tra suoi settori e maggioranza della Lega per non fare niente». È quanto afferma Vannino Chiti, vice presidente del Senato. «Pensare ad una riverniciatura dell'attuale 'porcellum' - sostiene Chiti - significherebbe prendere in giro la gran parte degli italiani. Il 'porcellum' non ha qualche difetto da correggere: semplicemente deve essere archiviato. Non mortifica solo i cittadini nella scelta dei loro rappresentanti in Parlamento: prevede un premio di maggioranza, nelle forme e nella misura, inesistente nelle democrazie. Il solo pensare di estenderlo al Senato - peraltro in contrasto con norme costituzionali - anzichè abolirlo, evidenzia che esistono volontà di non cambiare niente». «Vi è bisogno - afferma il vice presidente - di una nuova legge elettorale: se non vi sono le condizioni per un accordo su un sistema maggioritario a doppio turno, si scelga un modello proporzionale con sbarramento al 5% per metà seggi e metà in collegi uninominali. Ma il 'porcellum' deve uscire di scena». «È la condizione - conclude Chiti - per un patto per le riforme che abbia come suoi contenuti la riduzione del numero dei parlamentari, il superamento del bicameralismo perfetto, il rafforzamento del ruolo del Presidente del Consiglio come guida di governi parlamentari».