Speciale primarie Pd 8 dicembre 2013
Speciale Elezioni 2013

Legge elettorale, Bersani: «Chiarire chi vince»

A distanza di una settimana dall'incontro con Angelino Alfano oggi Giorgio Napolitano ha ricevuto al Colle anche Pier Luigi Bersani.
bersani napolitano
12 luglio 2012
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A distanza di una settimana dall'incontro con Angelino Alfano oggi Giorgio Napolitano ha ricevuto al Colle anche Pier Luigi Bersani. Il capo dello Stato sta sondando i leader dei principali partiti della maggioranza per sollecitarli a trovare un accordo sulla riforma della legge elettorale. Il presidente della Repubblica ha reso pubblica la sua preoccupazione per l'incapacità delle forze politiche a trovare un accordo con il messaggio inviato ai presidenti delle Camere, in quell'occasione ha invitato il Parlamento ad esprimersi anche a maggioranza purchè si modifichi l'attuale sistema e si arrivi alla «oramai opportuna e non rinviabile presentazione in Parlamento di una o più proposte di legge elettorale».

Parole ascoltate con attenzione da Bersani, che però avrebbe anche ribadito le posizioni Pd: siamo pronti a cambiare la legge elettorale, anzi siamo gli unici ad avere una proposta compiuta presentata in Parlamento, ma non si può pensare di rinunciare al premio di coalizione o a un qualunque meccanismo che consenta agli elettori non solo di scegliere gli eletti ma anche di sapere «chi governa», già «la sera delle elezioni». Già un paio di giorni fa, pubblicamente, Bersani aveva mostrato un certo fastidio per il fatto di essere spesso accomunato agli altri partiti nella responsabilità dello stallo sulle riforme.

«Noi abbiamo una proposta in Parlamento», aveva detto il segretario. Concetto che ha ripetuto oggi dopo l'incontro con il presidente: «La nostra posizione è chiarissima, il doppio turno». Detto questo, il segretario democratico, secondo quanto si apprende, avrebbe assicurato la sua disponibilità al confronto, quando si capirà la posizione del Pdl, ribadendo però alcune condizioni: innanzitutto, appunto, Bersani teme una legge che non garantisca un vincitore, perché con un quadro frammentato come quello italiano si rischia uno stallo pericoloso. Da questo punto di vista, è noto che per il Pd la soluzione non è il premio al solo partito che ha preso più voti, perché non aiuterebbe affatto a creare almeno un nucleo di alleanze di governo. D'altro canto il segretario democratico si è detto disponibile a ragionare sui vari meccanismi che garantiscono di conoscere il nome di chi governerà «la sera delle elezioni», non solo il premio di coalizione, ma ha anche insistito sul no alle preferenze e sulla necessità di attribuire agli elettori il potere di scegliere i parlamentari.



Oggi si è riunito il comitato ristretto della commissione Affari Costituzionali del Senato che ha preso in carico il dossier dopo l'invito del Quirinale a uscire dalle consultazioni private, ma la riunione ha registrato un nulla di fatto ed è stata riconvocata per la settimana prossima. Le posizioni dei partiti sono infatti ancora lontane e al Colle non nascondono la difficoltà della trattativa in corso. Già nel colloquio con Alfano della settimana scorsa Napolitano aveva preso atto della mancanza di una posizione univoca nel Pdl, che proprio stasera ha discusso in un vertice con Silvio Berlusconi, sulla riforma del sistema di voto. Vertice al termine del quale Fabrizio Cicchitto ha spiegato quali sono le varie ipotesi di riforma possibili: «Schema francese nella sua integralità, con presidenzialismo e doppio turno, oppure le preferenze, oppure il modello spagnolo. Abbiamo più ipotesi da sottoporre al confronto con il Pd, che mi auguro risponda positivamente, altrimenti risulta che è il Pd legato di fatto a sostenere l'attuale sistema elettorale».

Dal segretario del Pd Napolitano ha ricevuto la conferma dell'impegno ad andare avanti per modificare il 'porcellum', ma Bersani ha anche ribadito la scelta del doppio turno. «La nostra posizione è chiara - ha detto - noi andiamo in Parlamento con la nostra proposta di doppio turno, poi si vedrà». Per ora non è previsto un incontro con il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, ma a quanto si apprende Napolitano avrebbe espresso in modo esplicito a Bersani la sua determinazione a spronare i partiti a trovare un'intesa.