Ventitreesimo in lista con 372 voti quasi a metà dello scrutinio a Milano. Roberto Lassini, presidente dell'Associazione 'Dalla parte della democrazià, il candidato che si è assunto la paternità dei manifesti «Via le Br dalle Procure» 'rischià di non mettere più in imbarazzo nessuno nel Pdl. La sua autosospensione - ma è rimasto in lista perchè in altro modo non era possibile fare - infatti risulta al momento inutile dato che Lassini difficilmente ce la farà ad entrare in consiglio comunale.
Ma lui non fa una piega e spiega di essere a casa «tranquillo a mangiare una bella bistecca». «Perchè di questo risultato? - dice Lassini - il problema è che non siamo stati uniti su certi temi e principalmente su quello della giustizia». Lassini nel pomeriggio è stato nel suo studio insieme alla moglie, nel centro di Milano, un occhio al computer a controllare i dati e un orecchio perennemente incollato al cellulare.
«Non me lo aspettavo - spiega - non mi aspettavo un risultato del genere. Il mio risultato? Apparentemente faccio pena, certo, ma io praticamente non ho fatto campagna elettorale: lo scriva: non ho invitato nemmeno mio cugino che è milanese a bere una birra e poi io non sono nemmeno iscritto al Pdl. Di una cosa sono contento: del risultato di Turbigo (il paese dove Lassini è stato sindaco negli anni '90 con la Dc) dove senza la Lega abbiamo vinto e ha vinto un mio amico non siamo stati uniti sui temi della giustizia».
Ma come non ha fatto campagna? Se è salito sul pullman del Milan in Piazza Duomo: «Ma quelle sono minchiate, sono stupidaggini e poi, se lo vuol sapere, domenica ero a San Siro sono riuscito ad entrare fin sotto la tribuna d'onore, ero ad un tiro di schioppo da Berlusconi e volendo gli avrei pure stretto la mano, ma sono una persona che sa stare al suo posto e per non mettere in imbarazzo nessuno sono rimasto lì a guardare il presidente. Io vengo dalla strada, dal marciapiede, e poi ho il mio lavoro, non devo chiedere niente a nessuno. Certo che se mi avessero fatto fare campagna elettorale...».
Ma quei manifesto li rifarebbe? Insomma adesso che c'è il ballottaggio si impegnerà? «Io credo nella riforma della giustizia come dice il presidente - risponde Lassini - se ora non credo di aver sbagliato nulla. Se farò campagna elettorale nelle due settimane prima del ballottaggio? Non lo so adesso è arrivato il momento di parlare con qualcuno. Ripeto abbiamo perso perchè non c'è stata unità, ma sono convinto che se ci impegneremo ce la faremo a vincere tra quindici giorni basta restare uniti e si vince».