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Speciale Elezioni 2013

SCHEDA | La vittoria di Giulia Bongiorno

giulia bongiorno
3 ottobre 2011
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E' la vittoria di Giulia Bongiorno. Minuta, decisa, abile, molto abile. L'avvocato che ha difeso Raffaele Sollecito, e che ha permesso l'assoluzione anche di Amanda Knox, inanella una indiscutibile vittoria nel suo curriculum. Non è il primo, certo uno dei più difficili. Fu lei che fece assolvere Andreotti. Uun notevole punto a favore nella vita professionale per il deputato che si è staccata con Fini dal Popolo della libertà entrando in Futuro e libertà fin dalla nascita del partito.

Giulia Bongiorno è nata a Palermo, 22 marzo 1966. Figlia di Girolamo Bongiorno, docente di diritto processuale civile nella Facoltà di Giurisprudenza dell'Università La Sapienza di Roma e prima all'università di Palermo, si è laureata nel 1989 in giurisprudenza nel capoluogo siciliano. Il 16 luglio 1992 diviene procuratore legale nel distretto di Palermo ed entra nello studio del penalista Gioacchino Sbacchi. Oggi è avvocato penalista patrocinante in Cassazione al foro di Roma.

Dal 1993 ha fatto parte del collegio difensivo di Giulio Andreotti, accusato di associazione mafiosa. Poi ha difeso, tra gli altri, Piero Angela (in un processo per diffamazione), Sergio Cragnotti, il calciatore Stefano Bettarini accusato di scommesse illecite, Vittorio Emanuele di Savoia, dalle accuse di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e al falso, e associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione nell'ambito di un'indagine legata al casinò di Campione d'Italia. Nel giugno 2007 ha seguito la separazione di Gianfranco Fini dalla moglie Daniela Di Sotto e nel 2008 ha assunto la difesa di Raffaele Sollecito.

Come donna in politica è stata eletta deputato alla Camera alle elezioni politiche del 21 aprile 2006 per Alleanza Nazionale nel Lazio 1, poi di nuovo nel 2008 nelle liste del Popolo della libertà. Poi è passata a Futuro e Libertà dalla fondazione del partito staccatosi dal Pdl. Il 15 settembre 2009 ha querelato Feltri per conto di Gianfranco Fini.