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Speciale Elezioni 2013

La Chiesa pagherà l’Ici
sulle attività commerciali

Monti sull’esenzione della Chiesa dal pagamento dell’Ici: pagherà per gli edifici commerciali. Vescovi: «Tenete conto del mondo no-profit». QUANTO VALE DAVVERO L'ICI ALLA CHIESA?
ici
Di Marco Ventimiglia
16 febbraio 2012
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Il tema, lo si ricorderà, ha rappresentato uno dei primi scogli del governo Monti, accusato di aver fatto un’ ingombrante eccezione alla sua politica di «sacrifici per tutti». Ed ora il premier, a settimane di distanza, è tornato sul delicato argomento dell’esenzione della Chiesa dal pagamento dell’Ici annunciando un’iniziativa di legge che si propone di fare chiarezza e mettere il punto alle polemiche. In contemporanea con la visita di ieri a Strasburgo del presidente del Consiglio, da Palazzo Chigi è partita una lettera al vicepresidente della Commissione europea, Joaquin Almunia.

Oggetto, l’intenzione di presentare al Parlamento un emendamento che chiarisca ulteriormente e in modo definitivo la questione delle esenzioni Ici. Il fatto che il premier abbia manifestato i suoi propositi nel contesto europeo non è assolutamente casuale. Infatti, nel 2010 l’Unione Europea aveva aperto una procedura di infrazione contro l’Italia ritenendo che le esenzioni dal pagamento dell’Ici concesse alle istituzioni ecclesiastiche rappresentino un indebito aiuto di Stato, quindi sostanzialmente delle pratiche contrarie alla concorrenza.

CRITERI CARDINE
Per quanto attiene i contenuti dell’annunciato emendamento, si baserà su alcuni criteri cardine. Innanzitutto l’esenzione dal pagamento farà riferimento agli immobili nei quali si svolge in modo esclusivo un’attività non commerciale. Gli altri principi a cui si ispirerà il provvedimento del governo riguardano «l’abrogazione di norme che prevedono l’esenzione per immobili dove l’attività non commerciale non sia esclusiva, ma solo prevalente, e l’esenzione limitata alla sola frazione di unità nella quale si svolga l’attività di natura non commerciale». Inoltre, sarà contemperata «l’introduzione di un meccanismo di dichiarazione vincolata a direttive rigorose, stabilite dal ministro dell’Economia, circa l’individuazione del rapporto proporzionale tra attività commerciali e non commerciali esercitate all’interno di uno stesso immobile». Sulla base di questi impegni, Monti ha auspicato la chiusura della procedura aperta dalla Commissione Ue nell’ottobre 2010.

«Attendiamo di conoscere l’esatta formulazione del testo così da poter esprimere un giudizio circostanziato»: è il commento a caldo rilasciato dal portavoce della Cei, monsignor Domenico Pompili, che ha ricordato come il presidente dei vescovi, cardinal Bagnasco, ha dichiarato più volte che «ogni intervento volto a introdurre chiarimenti alle formule vigenti in tema di pagamento dell’Ici sarà accolto con la massima attenzione e senso di responsabilità. Ci auguriamo - ha concluso il portavoce della Cei - che si tenga conto della ragione di fondo dell’esenzione, ovvero il valore sociale dell’attività svolta dal vasto mondo del no profit».

SÌ AL MILLEPROROGHE
Intanto, mentre il premier "giocava" a tutto campo in quel di Strasburgo, in Parlamento si sono registrati importanti passi in avanti sul decreto relativo alle liberalizzazioni. Progressi concretizzatisi dopo i primi incontri dei due relatori al decreto, Simona Vicari (Pdl) e Filippo Bubbico (Pdl). In particolare, le intese riguardano banche e assicurazioni. Un emendamento " di sintesi" dovrebbe prevedere non solo che le banche siano obbligate a proporre almeno due polizze vita diverse al cliente che sottoscrive un mutuo, ma anche che quest’ultimo possa cercarsi da solo una polizza e sottoscrivere quest’ultima. Inoltre il beneficiario della polizza non potrà essere l’istituto bancario, come ha chiesto l’Isvap.

Per quanto riguarda le assicurazioni, ci si sta indirizzando verso la possibilità degli agenti di essere plurimandatari, cioè di rappresentare più compagnie. Sempre ieri, dopo gli ultimi ritocchi in aula, il Senato ha dato il via libera con la fiducia (255 sì, 34 no) al cosiddetto "milleproroghe". Ma non è finita qui perché il provvedimento, una volta modificato, viaggia verso la terza lettura a Montecitorio. Nel decreto non riescono però a entrare le modifiche a favore degli "esodati", ovvero quei lavoratori particolarmente penalizzati dalla riforma delle pensioni. Tanto che il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ha dichiarato che l’argomento sarà trattato in un altro provvedimento dell’esecutivo.