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Ape Regina, delirio su Berlusconi
«E' un toro, una figlia da lui...»

sabina began 480
17 luglio 2012
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«La Minetti? Si deve dimettere. Ci sono donne come lei che sono più amiche del chirurgo plastico che del popolo. Ma non è diversa da tante altre che girano intorno al presidente. Un'ingrata. Gli ha detto in un'intercettazione che ha il culo flaccido, invece Silvio il sedere ce l'ha sodo e tosto. E sembra un toro. Davvero, un toro».

Lo dice a La Zanzara su Radio 24 Sabina Began, detta l'ape regina, amica di Silvio Berlusconi ed ex fiamma di Italo Bocchino (Fli). Poi, aggiunge: «Lo vedo ancora certo gli ho perdonato tutte le lacrime che ho versato per lui. Mi sento ancora l'ape regina, lo sarò per sempre. Sono sempre stata molto gelosa di lui.

Se mi regalasse un figlio sarei la donna più felice del mondo. Mi piacerebbe restare incinta di lui, è la cosa che voglio di più, il resto non mi interessa. Preferirei una femmina, e so già che nome darle però non lo dico. Anche a lui piace. Io non prendo la pillola e non uso preservativi perchè non ho rapporti con tanti uomini». E anche Berlusconi non usa niente, chiedono i conduttori Giuseppe Cruciani e David Parenzo? «Questo non ve lo dico», risponde la Began.

«Invece vi racconto una cosa- aggiunge- l'ultima volta gli ho tolto i calzini e gli ho baciato di nuovo i piedi. Erano belli, profumati. Poi gli ho baciato le ascelle, e profumavano di rosa. Sapeva di bambino. Erano le otto di sera, alla fine di una giornata di lavoro, incredibile. Non c'era traccia di sudore, niente». Ma che dice, non è vero, dicono i conduttori: «È la verità: ho infilato la testa sotto il maglione e gli ho annusato le ascelle. E lui era emozionato come un bambino».

E Berlusconi che si ricandida? «Era ora- dice Began- che scendesse in campo. Grazie a Silvio ho avuto in dono la fede, lui è veramente benedetto da Dio. Illuminato e protetto, altrimenti non ci sarebbe un'altra occasione dopo tutto quello che è successo e la volontà di distruggerlo. Voi non sapete com'è fatto lui. Una volta in Sardegna a Villa Certosa- racconta ancora- avevo lasciato il letto disfatto. Lui si è messo da solo a rifarlo. Mi ha detto che non si lascia una camera in subbuglio per rispetto delle persone che girano per la casa. E poi è uno che spegne le luci, risparmia energia. È fatto così».