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Civati: «Norma ammazzablog liberticida»

Berlusconi accelera su legge intercettazioni: «Stato di polizia» (LA TELEFONATA). Civati: norma abnorme. Manifestazione il 29 a Roma.
Di Giuseppe Rizzo
26 settembre 2011
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Ciclicamente, e da un po' di tempo, ormai, il governo Berlusconi minaccia di mettere le mani sul web. Lo fa quando è in difficoltà – quando, cioè, capisce che qualcosa sta sfuggendo al controllo pressoché totale della sua immagine sui media. Succede in genere quando escono intercettazioni che dipingono il grande capo non più come (parole sue) il più grande statista che l'Italia abbia mai avuto, ma piuttosto come “un premier a tempo perso” (ipse dixit).

E allora c'è bisogno di silenziare, normalizzare, oscurare. Le intercettazioni, prima di tutto (LA STRATEGIA PER BLOCCARLE). Ma anche il web – reo di non essere di proprietà di nessuno, e in particolare della famiglia Berlusconi. Perciò ecco che in questi giorni, contemporaneamente alla legge bavaglio sulle intercettazioni, spunta anche quella ammazzablog.

Per Pippo Civati, consigliere regionale in Lombardia del Partito Democratico, e animatore di uno dei blog più seguiti in rete (Ciwati: http://civati.splinder.com/), si tratta, oltre che di una norma sbagliata in sé, anche dell'ennesimo provvedimento di cui l'Italia può benissimo fare a meno. Pensare a un tempo di 48 ore per rimuovere un post è un'enormità. Il problema, con questo provvedimento, è che qualsiasi “sito informatico” viene paragonato a un giornale. E questo è segno di una «norma draconiana». Nel video spiega bene il perché.

Intanto, il Partito Democratico ha già presentato una pregiudiziale di costituzionalità sul provvedimento che riguarda le intercettazioni, e un riferimento è proprio alla soppressione della norma ammazzablog.