Speciale primarie Pd 8 dicembre 2013
Speciale Elezioni 2013

Il giorno degli indignati, oggi corteo a Roma

indignati protesta bankitalia 640
15 ottobre 2011
A - A
Elio Germano: «Dobbiamo risvegliare la politica» di M.Gerina

ATTESI 100MILA MANIFESTANTI
E' stata una giornata di tensioni a Roma e a Milano. E per la mobilitazione nazionale di oggi sono annunciate 100 mila persone da 50 province nella capitale per la 'giornata della rabbia'. Città blindata, dove c'è chi paventa incidenti come lo scorso 14 dicembre, quando si scatenò una guerriglia urbana.

ROMA, iERI UOVA E STRADA BLOCCATA

Ieri a Roma gli studenti hanno improvvisato un corteo raggiungendo piazza Montecitorio e dopo la fiducia hanno lanciato uova contro la Camera. Poi hanno bloccato via del Corso seduti in strada per alcuni minuti.

MILANO, TENSIONI A GOLDMAN SACHS E FININVEST
A Milano hanno sfilato duemila persone e una ventina di studenti ha tentato di entrare nella sede meneghina della banca americana Goldman Sachs: hanno lanciato ortaggi e sacchi di immondizia dopo essere stati respinti da alcuni dipendenti. Alcuni momenti di tensione si sono verificati anche con la polizia che presidiava la sede della Fininvest.

LE VIE DEL CORTEO
Il corteo di oggi partirà intorno alle 14 da piazza della Repubblica, passando per via Cavour, i Fori Imperiali, via Labicana, fino a raggiungere piazza San Giovanni (ma un altro corteo muoverà prima partendo dalle 12 dalla Sapienza). E alla manifestazione parteciperanno anche alcuni politici, come il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, e l'ex presidente della Camera, Fausto Bertinotti. In testa ci saranno i rappresentanti di varie realtà sociali, dai precari ai cassaintegrati, centri sociali, movimenti e studenti.

BLITZ A SORPRESA
C'è il timore che possano infiltrarsi alcuni 'specialisti' dei tafferugli, come ultras che potrebbero agire a volto coperto creando tensioni. I manifestanti non escludono blitz a sorpresa e deviazioni annunciando una mobilitazione permanente con accampamenti, tipo tendopoli, nei luoghi simbolo della città, come i Fori Imperiali.

1.500 AGENTI E MODULO FLESSIBILE
La questura di Roma si prepara ad affrontare quindi una giornata difficile e delicata. Il questore di Roma, Francesco Tagliente, ha firmato un'ordinanza per garantire la sicurezza della città. È previsto un dispositivo «ad assetto variabile», in evoluzione a seconda degli scenari volta per volta. Potrebbero essere circa 1.500 gli uomini delle forze dell'ordine impegnati. È stato elaborato un «modulo operativo aperto», per consentire flessibilità e rapidità alle forze dell'ordine.



LE NOTIZIE DELLA GIORNATA DI IERI

Si sono alzati ed hanno lasciato la carreggiata di via del Corso gli studenti che questa mattina erano arrivati in corteo a Montecitorio per assistere da lì al voto di fiducia al governo. I ragazzi, dopo aver bloccato la circolazione per alcuni minuti, sono tornati in corteo a via Nazionale dove è ancora attivo il presidio sulle scale del Palazzo delle Esposizioni. Presidio che probabilmente verrà abbandonato questa sera, in vista anche della manifestazione prevista per domani pomeriggio a Roma. Alla testa del corteo avevano un drago di stoffa.


Dopo aver lanciato alcune uova verso Palazzo Montecitorio, all'esito del voto di fiducia, favorevole al Governo, gli studenti radunatisi dinanzi alla camera dei deputati avevano ripreso il loro corteo in direzione via Nazionale dove era ancora attivo il presidio davanti al palazzo delle Esposizioni. Nella loro marcia gli studenti, che hanno assistito all'esito del voto dell'aula di Montecitorio, hanno cantato a squarcia gola «Ci vediamo domani, ci vediamo domani» in riferimento alla manifestazione prevista domani a Roma. A scortare i manifestanti alcuni agenti delle forze dell'ordine: la situazione, nonostante la delusione dei ragazzi per il voto di Montecitorio, era tranquilla.

PROTESTE ANCHE A MILANO
Continuano in tutta Italia le proteste degli Indignati. Stamattina un gruppo di una ventina di studenti hanno tentato, staccandosi dal corteo studentesco che ha sfilato per il centro di Milano, di entrare di sorpresa nella sede meneghina della banca americana Goldman Sachs, in piazzetta Bossi, vicino piazza Cordusio. Respinti da alcuni dipendenti della sede, i giovani allora hanno imbrattato l'androne vergando scritte con vernice spray e gettando sacchi pieni di immondizia. Il corteo chiede maggiori fondi per la scuola pubblica e per ribadire che «noi la crisi non la paghiamo», come recita uno dei cori più gettonati.

Stamattina blitz indignato anche davanti al ministero dell'Economia, già bersaglio ieri di una protesta. Questa volta a manifestare sono stati i rappresentati di 'Tilt', rete che riunisce movimenti, associazioni e comitati di sinistra. Una ventina di persone, tutte dai 20 ai 35 anni, si sono presentate davanti all'ingresso del ministero, in via XX settembre, con una struttura di cartone che rappresentava un negozio di «Compro Loro», scimmiottamento dei sempre più diffusi «Compro Oro», all'interno del quale c'erano tre manifestanti con le maschere del premier Silvio Berlusconi, del ministro all'Economia Giulio Tremonti e della presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. All'esterno del «negozio» si sono posizionati i manifestanti che hanno cominciato a spogliarsi. «Ci stanno lasciando in mutande - hanno detto i rappresentanti dell'organizzazione -, vogliamo porre l'attenzione sulla manifestazione di domani. Ci hanno chiuso le porte in faccia qualche minuto dopo la manifestazione. È sintomatico di quanto la politica si trinceri nei palazzi, allontanandosi dal popolo, ma soprattutto dai giovani. A chi dice che facciamo solo proteste e nessuna proposta proponiamo di rivedere il modello del welfare, di pensare ad una riconversione ecologica, ma soprattutto di rivedere la politica che ormai ha abdicato alla finanza. Il programma dell'alternativa - spiega la rete Tilt - deve essere su base condivisa». Intanto domani, in occasione della giornata internazionale degli Indignati, il movimento metterà in scena un'altra protesta colorita durante il corteo inscenando la 'Via Crucis' del precario davanti alla basilica di Santa Maria Maggiore, dove ieri hanno passato la notte alcuni membri del comitato di lotta per la casa