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Incredibile Giovanardi «Cucchi è morto di droga». Arrivano i primi indagati, sarà riesumata la salma

 
9 novembre 2009
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«Stefano Cucchi era in carcere perchè era uno spacciatore abituale. Poveretto, è morto - e la verità verrà fuori - soprattutto perchè pesava 42 chili». Lo ha detto il sottosegretario Carlo Giovanardi, intervenuto a «24 Mattino» su Radio 24, che ha diffuso il testo dell'intervista, per parlare di droga. «La droga - ha continuato Giovanardi - ha devastato la sua vita, era anoressico, tossicodipendente, poi il fatto che in cinque giorni sia peggiorato... certo bisogna vedere come i medici l'hanno curato. Ma sono migliaia le persone che si riducono in situazioni drammatiche per la droga, diventano larve, diventano zombie: è la droga che li riduce così».

Arrivano però i primi indagati nell'ambito dell'inchiesta sulla morte di Stefano Cucchi. Iscrizioni, stando a quanto si apprende in ambienti giudiziari, per il reato di omicidio preterintenzionale. Massimo riserbo sul numero degli indagati e sulle loro «qualifiche». L'ipotesi di reato di omicidio preterintenzionale prende in esame le posizioni di carabinieri, agenti penitenziari e detenuti che hanno avuto contatti con Cucchi fino al suo ricovero. Proseguono comunque accertamenti «a 360 gradi», si sottolinea a piazzale Clodio, anche per verificare la sussistenza dell'ipotesi di reato di omicidio colposo, che è invece presa in considerazione da chi indaga in merito a presunte inadempienze che potrebbero essere state compiute dai medici che hanno avuto in cura il 31enne. Tra l'altro sembra ormai certa anche la riesumazione della salma.

Intanto è on line sui siti di abuondiritto.it, italiarazzismo.it, innocenti evasioni.net la documentazione clinica di Stefano Cucchi. «Non c'è alcun mistero sulla morte di Stefano Cucchi. Può sembrare paradossale, ma tutto è documentato e leggibile negli atti» queste sono le parole del professor Luigi Manconi riferite dall'on. Giuseppe Giulietti dell'associazione Articolo21. «E si tratta di un atto di accusa che non può essere ignorato , nè dalle istituzioni , nè dalla politica nè, per quanto ci riguarda dai media. Per queste ragioni - prosegue Giulietti - l'associazione Articolo21 non solo ha deciso di riprendere la documentazione ma anche di chiedere a tutti i blog e a tutti i siti di linkare i video e la documentazione pubblicata. Ci auguriamo, infine che tutte quelle trasmissioni che hanno trovato il tempo e lo spazio per dedicare ore e ore di trasmissioni ai delitti di Cogne, di Perugia, di Garlasco vogliano finalmente dedicare analoghe attenzione alla vergognosa vicenda di Cucchi o a quella già dimenticata di Aldo Bianzino o alla restituzione della memoria e della verità alla famiglia Aldrovanti di Ferrara, la cui vicenda per molto tempo fu circondata da un silenzio complice ed omertoso. Comprendiamo che si tratti di 'delitti più scomodi" e meno utilizzabili all'industria della paura ma non per questo si può fingere di non vedere, di non sentire e di non sapere».

Le parole di Carlo Giovanardi «si commentano da sole». Quel che è certo è che la «famiglia è sempre in attesa di giustizia». Così Giovanni Cucchi, il padre di Stefano, risponde al sottosegretario secondo cui il giovane è morto perchè anoressico e drogato. «Che Stefano aveva dei problemi non lo abbiamo mai negato - dice Giovanni Cucchi - ma non per questo doveva morire così».

«Giovanardi oggi ha perso una buona occasione per tacere. Non si può fare sterile propaganda politica su un ragazzo morto per circostanze ancora tutte da verificare». Lo ha affermato Stefano Pedica, senatore dell'Italia dei Valori, a proposito delle dichiarazioni del sottosegretario sulla morte di Stefano Cucchi, intervenuto oggi a '24 Mattino' su Radio 24.

«Le parole di Giovanardi sulle cause della morte di Stefano Cucchi sono stupefacenti» ha dichiarato invece Patrizio Gonnella, presidente dell'associazione Antigone che si batte per i diritti nelle carceri. «Non sappiamo - aggiunge Gonnella - se Stefano Cucchi è morto per le violenze subite, per le cure negate o per altra ignota causa. Sicuramente la concausa della morte di Stefano Cucchi è una legge iper-punitiva (la Fini-Giovanardi) che tratta chi fa uso di droghe personali come un delinquente e lo butta irrimediabilmente in galera». È per questo, aggiunge, che «le parole del ministro Giovanardi sono sorprendenti». «Soprassedere sulle violenze, sui diritti calpestati, su quanto caduto in questi sei giorni e dare tutta la colpa alla droga è quanto meno singolare - dice ancora Gonnella - Picchiare chi usa droghe è lecito? Abbandonare a se stessi chi fa uso di droghe è lecito? Ci risponda il ministro Giovanardi la cui legge illiberale e punitiva (che assimila droghe leggere e droghe pesanti) ha creato la tragedia del sovraffollamento carcerario».

«Di fronte ad un caso come quello di Stefano Cucchi, su cui è indispensabile ed urgente fare chiarezza quanto prima, le parole del sottosegretario Giovanardi sono il peggio che certa politica possa esprimere al cospetto di una tragedia umana su cui gravano dubbi e sospetti di responsabilità esterne», afferma Roberto Giachetti del Pd. «Dichiarare che il ragazzo è morto perchè anoressico e drogato significa non solo violare la dignità ed il rispetto per le istituzioni che la famiglia ha sin qui dimostrato - aggiunge - ma soprattutto evidenzia una disarmante leggerezza, un'inquietante superficialità e una vergognosa rozzezza di giudizio a cui il sottosegretario Giovanardi non è purtroppo nuovo. C'è un'indagine in corso e tutte le istituzioni, governo e parlamento in primis, dovrebbero augurarsi che si riesca ad accertare la verità stabilendo le reali e precise cause della morte di Stefano Cucchi, senza avventurarsi in ipotesi fantasiose o peggio ancora, come fa Giovanardi, sproloquiare per ragioni propagandistiche sulla pelle di un ragazzo che non c'è più. Consiglio al sottosegretario di seguire l'esempio di una famiglia così provata eppure così dignitosa nel proprio dolore: Giovanardi attenda l'esito delle indagini in religioso silenzio».