Durante gli scontri e il corteo, incappucciati (non gli “indignati” del corteo) hanno assalito mira perfino una parrocchia nei pressi di San Giovanni, la chiesa di San Marcellino e Pietro, tra via Labicana e via Merulana, tentando di sfondare la porta della chiesa e distruggendo arredi sacri della casa parrocchiale. Possiamo solo consolarci sapendo che non hanno ferito nessuno.
Racconta l'attacco il portavoce del vicariato di Roma, Walter Insero. In parrocchia, nel momento dell'assalto, non c'erano fedeli, ma don Pino Ciucci e diversi sacerdoti. «Sono sconcertato - afferma Insero - abbiamo visto scoppiare la protesta dalle finestre della parrocchia. Dei giovani incappucciati hanno divelto la porta della sala utilizzata per il catechismo, sono entrati, hanno affisso un manifesto e hanno distrutto quello che c'era dentro. Poi hanno preso una statua della Madonna di Lourdes e un crocefisso, li hanno portati in strada e li hanno frantumati. Un gesto blasfemo di profanazione che non ha alcun senso. Hanno tentato anche di sfondare la porta d'ingresso della chiesa, ma non ci sono riusciti fortunatamente. Poi si sono spostati verso San Giovanni. Non ci aspettavamo atti così violenti contro simboli religiosi - ammette don Insero - né una situazione così grave, anche se erano scattate misure preventive e la basilica di San Giovanni e l'area attigua sono state chiuse».
L'istituzione della parrocchia risale al '700, la chiesa è del 1922.