Speciale primarie Pd 8 dicembre 2013
Speciale Elezioni 2013

Twitter, l'imbroglio di Grillo & Co. di M. Di Salvo

Si comprano e si sbandierano come consensi. I leader sono tutti un po’ falsari, ma il capo 5 Stelle batte tutti...  LEGGI  | CLASSIFICA FALSARI | Waller: «Comprare follower è comprare consensi» di M.D.S. | Grillo: «Siamo al 30%. E guerra spietata ai giornali»
Di Michele Di Salvo
14 maggio 2013
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Una delle tante cose che vengono dette sui social network è che al numero delle persone che «ti seguono», ossia che sono o chiedono di essere tra i contatti, corrisponda un determinato consenso. Questa almeno la percezione che viene alimentata e diffusa da un sempre crescente numero di sedicenti guru, consulenti in immagine e comunicazione, che cercano di mettersi in evidenza, e quindi guadagnare clienti, con la vera o presunta capacità di «far crescere» questi numeri. Le ragioni per essere presenti sui social network dovrebbero essere innanzitutto accorciare la distanza tra cittadini e politica, dialogare con i propri elettori, volontari, sostenitori, simpatizzanti, e perché no anche con eventuali oppositori, ma comunque «persone reali».


FINTI FOLLOWER: CONSULTA LA CLASSIFICA

«Comperare follower è come comperare consensi»
COLLOQUIO con l'esperto di comunicazione Rob Waller di M.D.S.



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di Michele Di Salvo



Grillo: «Siamo al 30%. E guerra spietata ai giornali»

E ce ne sarebbe anche più bisogno visto che tutte le analisi mostrano come i partiti politici siano attualmente l’istituzione più lontana e meno stimata dalla popolazione, e vista una legge elettorale che oggettivamente non concorre né alla scelta né a un rapporto, fosse anche semplicemente collegiale, tra eletti e territori.
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