Correzione: il tetto a fuoco della fotografia non è della ex caserma di via Labicana, come risultava sabato, ma della casa adiacente, un alloggio demaniale a uso privato e distrutto dall'incendio appiccato dai violenti. Ce lo segnala il signor Carlo Grazi, figlio della coppia di anziani che lì viveva, fino a sabato.
IL RACCONTO DELL'INCENDIO
Un fiume di gente riempie via Labicana, botti squarciano l’aria, se ne sentono tanti. All’inizio sembrano solo petardi, i manifestanti sfilano pacifici, ma intorno alle 16.10 si capisce davvero cosa sta succedendo. Le prime fiamme escono dal piano terra della caserma della Finanza di via Labicana, si vedono anche provenire dal marciapiedi del controviale, forse hanno preso fuoco anche le auto. Le fiamme divampano. I volti si fanno preoccupati. Una mamma al mio fianco chiama la figlia al cellulare, le dice di tornare a casa. Altri dicono: sono i black bloc, sono davanti, c’è un gruppo davanti al corteo. Alcune ragazze vestite di nero esclamano: finalmente un po’ di fuoco era ora.
Alte colonne di fumo si levano dalla caserma. Molti manifestanti hanno paura. “Ecco, adesso sarà questo a fare notizia”. Passa un camion dei Cobas e al megafono il conducente dice: “stiamo aspettando i vigili, ci mettiamo tutti sulla sinistra, così i vigili possono venire sulla destra. Aiutiamo il lavoro dei vigili”. I vigili ancora non si vedono e le fiamme sembrano aver preso parte del secondo piano, da diverse finestre esce fumo nero. Finché il corteo si riversa tutto nelle strade vicine, piazza Iside, via Verri, via Muratori. La polizia arriva e crea uno schieramento di forze poco dopo l’incrocio tra la strada della basilica di San clemente e via Labicana. Un manifestante dice che c’è un blocco simile all’altezza di viale Manzoni per isolare i violenti. Alcuni di questi intanto, chiusi in mezzo, prendono 4/5 cassonetti, li mettono di traverso sulla strada e li incendiano. A fuoco sono andate anche alcune macchine all’altezza della caserma, forse 5.
Sono le 16.50: a parte qualcuno che guarda i cassonetti, lo schieramento di polizia e i vigili , in via Labicana non c’è quasi nessuno. Molti manifestanti che provengono da via Fori Imperiali salgono a Colle Oppio e da lì raggiungono via Labicana quando la polizia ha allentato l’accerchiamento. Le ultime frange del corteo continuano a sfilare, si sparge la notizia di scontri a San Giovanni e molti abbandonano la marcia. I vigili stanno spegnendo l’incendio, una parte del tetto della caserma non c’è più. Si vedono le travi nude contro il cielo. A un tratto la folla indietreggia, forse per una carica della polizia, o per un’aggressione dei violenti. C’è un cassonetto rimasto in mezzo via Labicana. Un terzetto di manifestanti con i caschi in testa si avvicina e fa con la mano il segno della p38. La gente intorno inizia a urlare “scemi scemi” . I tre si allontanano.