Speciale primarie Pd 8 dicembre 2013
Speciale Elezioni 2013

Il lifting impossibile del Pdl senza leader

Berlusconi, Pdl
Di Tullia Fabiani
14 agosto 2012
A - A
Quelli che non vogliono la grande coalizione ed evocano scissioni; quelli che la grande coalizione non è da escludere, perché «servono coraggiose alleanze»; quelli che invocano a gran voce il ritorno di Silvio Berlusconi; quelli che vorrebbero formattare il partito con tutti i suoi dirigenti (salvo poche eccezioni); quelli che la formattazione nemmeno a parlarne; quelli che flirtano con i centristi; quelli che con Casini mai, meglio la Lega. Nel Popolo della Libertà il distinguo di posizioni è ormai nota caratteristica. Una varietà di rotte, ciascuna a caccia di una meta.

QUELLI CHE BERLUSCONI PREMIER
Senza di lui non si va da nessuna parte. Lui è il collante, l’acchiappavoti; e allora non resta che convincerlo, semmai avesse ancora dubbi, al grande rientro. Magari accompagnato da una first lady. Glielo suggeriscono l’ex sottosegretario Daniela Santanché e il coordinatore del Pdl Denis Verdini; una grande manifestazione in autunno e la ridiscesa in campo di Silvio Berlusconi, magari in ticket con una donna «di grande spessore che potrebbe dare vita a una novità politica senza precedenti». Verdini ammette che il partito sta «lavorando da tempo» all’appuntamento: «Manca solo la data» afferma. Però «tocca a Berlusconi decidere», lui è «l'interprete più credibile. Il suo coinvolgimento non è demagogico o di convenienza». Questo il motivo, mica perché non c’è altra scelta.

QUELLI CHE IL PDL È DA FORMATTARE
E pensare però che c’è chi ad altre opzioni ci aveva creduto. Le primarie, il rinnovo della classe dirigente; il ricambio generazionale. Dal generale a gran parte dei colonnelli, tutti pensionabili. Invece, i formattatori a parte pubblicare pagelle dando voti ai dirigenti del partito sono riusciti in poco altro. Il movimento, sostenuto dal sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo, ha cercato di tirare la volata al segretario Angelino Alfano, costruire un’alternativa a Berlusconi, segnare una svolta dal ventennio; ci hanno provato anche altri pidiellini della generazione Tq (trenta - quarantenni). «Almeno per la Sicilia si facciano le primarie aperte» avevano provato a chiedere qualche giorno fa, ricordando l’esistenza di un documento approvato dall’ufficio di presidenza l’8 giugno scorso, «a favore delle primarie per la premiership, con tutte le firme della dirigenza pidiellina. Non è forse ipocrisia questa? Per riscattarsi dalle promesse non mantenute il Pdl riparta dalla Sicilia», chiedevano. Nessuna risposta. I tempi non sono maturi, c’è da aspettare.

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