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Funerali per Rizzotto con Napolitano

placido rizzotto
23 maggio 2012
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Funerali di Stato domani, giovedì, a Corleone per Placido Rizzotto, il sindacalista, ucciso dalla mafia, scomparso nel 1948, i cui resti recuperati nel 2009 sono stati riconosciuti poco più di due mesi fa. Alle esequie parteciperà il capo dello Stato, il vice presidente del Senato Vannino Chiti e la vicepresidente della Camera Rosy Bindi. E questa mattina il premier Mario Monti ha incontrato a Palermo i parenti del sindacalista nella sala avvocati dell'aula bunker dell'Ucciardone.

L'appello de l'Unità per le esequie di Stato per Rizzotto

Alle 10.30 di domani Napolitano arriverà nella chiesa matrice San Martino. Ad accogliere le spoglie di Rizzotto vi saranno la sorella e il nipote che porta lo stesso nome. Quel delitto, di cui si era persa la memoria, era maturato in un contesto storico e politico segnato dalle lotte contadine contro il feudo e dalla sanguinosa reazione del blocco agrario e mafioso. Nell'immediato dopoguerra i contadini affamati occupavano le terre incolte per reclamare la riforma agraria varata solo nel 1950 con i decreti Gullo. Li guidavano capilega e sindacalisti che furono uccisi, massacrati e torturati: ben 55 le vittime tra il 1946 e il 1966. Poi Napolitano si recherà, verso le 11,30, a Portella della Ginestra per la deposizione di una corona al Sasso di Barbato mentre dalla Chiesa Madre di Corleone partirà un corteo fino al cimitero per deporre nella tomba l'urna con i resti di Rizzotto.

FAMIGLIA RIZZOTTO: «DA MONTI GRANDE SENSIBILITÀ»
«Monti si è intrattenuto con noi e con i rappresentanti della Cgil per darci personalmente il suo saluto e per esprimere parole di riconoscimento nei confronti della figura sindacale e dell'impegno di Placido Rizzotto. Monti ha anche voluto ricordare quel periodo storico caratterizzato dal movimento per le terre, definendolo cruciale per la nascita della Repubblica e per la storia della Sicilia, e ha voluto ricordare con noi i 47 sindacalisti uccisi dalla mafia in quegli anni. La storia del sindacato come baluardo per la democrazia contro la mafia e il terrorismo». Lo ha detto Placido Rizzotto, nipote del sindacalista ucciso, dopo l'incontro con Mario Monti al quale ha partecipato il segretario della Cgil Susanna Camusso.