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Lombardi: «Filofascista a chi?». Ma il web l'attacca

5 marzo 2013
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«Rimango allibita dalle strumentalizzazioni in atto su una frase estrapolata da un post sul mio blog».

Roberta Lombardi, designata capogruppo 5 Stelle alla Camera, torna sempre dal suo blog sulle frasi, di qualche settimana fa, circolate ieri per osservare che «quella espressa era una analisi esclusivamente storica di questo periodo politico, che naturalmente condanno. In Italia il fascismo così come il comunismo è morto e sepolto da almeno trent'anni».

«Mi riferivo, facendo una analisi, al primo programma del 1919, basato su voto alle donne, elezioni e altre riforme sociali che sembravano prettamente socialiste rivoluzionarie e non certamente il preludio di una futura dittatura (http://www.circolorussell.it/index.php?doc=158).

Tutte proposte - scrive ancora, oggi - che poi Mussolini smentì già dall'anno seguente, in quello che fu un continuo delirio di contraddizioni. La caratteristica del fascismo fu infatti quella di cambiare sempre le carte in tavola, con l'unica costante che al centro del potere rimanevano sempre Mussolini ed il suo partito unico. Potere che poi divenne dittatura in un crescendo di violenza. Fino ad arrivare al razzismo e la guerra».

«Questo il mio giudizio storico e politico, negativo su quell'esperienza. Ora - esorta - possiamo pensare all'Italia del 2013. Ricordo a tutti che il M5S ha nel suo programma l'insegnamento della Costituzione italiana. Grazie a tutti».

Sulla rete i militanti del Movimento Cinque Stelle si dividono, ma in tanti le chiedono di fare abiura: «Devi dire di essere antifascista». Una parte dei 'grillini' sui social network, preferisce leggere l'episodio come l'ennesimo attacco della stampa 'nemica' al Movimento che fa capo a Beppe Grillo e Gian Roberto Casaleggio. È la tesi dell'assalto mediatico, come dice la stessa Lombardi. Carlo Moccaldi la chiama «macchina del fango» e invita la deputata grillina a resistere. Il parlamentare Alessandro Di Battista, fa scudo e le rinnova la fiducia: «Siamo con te, teniamo botta tutti quanti». Ma non sono pochi i Cinque Stelle che invece non hanno apprezzato la frase sul fascismo.

Paolo D'Angelo, ad esempio, la invita alla prudenza, a «parlare poco con i cialtroni al servizio del potere». Meno comprensivo è Gabriele Lanzi: «Quando parliamo- spiega- dobbiamo esprimere concetti chiari che non lascino spazi ad interpretazioni. Non possiamo rincorrere sempre i sospettosi, i livorosi, gli invidiosi».

Non mancano, tuttavia, le posizioni di aperta condanna. Daniele Bonifazi ammette che «c'è un problema, sta cosa sta andando molto avanti». È un invito esplicito a chiarire il senso di quelle frasi. Daniele Bonaiuto vorrebbe invece maggiore saggezza: «Leggo ovunque commenti feroci sulle tue considerazioni su Casapound- scrive su Facebook a Lombardi- In una fase così delicata dobbiamo evitare di esporci inutilmente. Recuperare è faticoso e ci defocalizza dagli obiettivi importanti», le manda a dire.

A Gabriele Grotti dispiace che Lombardi abbia «attribuito a Casa Pound il termine un po' improprio di folkloristico». Di più: «Avendo votato, sostenuto, apprezzato difeso da tanti ignobili attacchi il Movimento Cinque Stelle- osserva Grotti- questa roba espressa dalla neoparlamentare non la tacito né la difendo, dato che è indifendibile. Trovare "folkloristici" il razzismo e le spranghe è roba demenziale. Considerare il fascismo non una dittatura ma una »costola del socialismo« lo è altrettanto. Così minimizzare il rischio anche attuale del ritorno di formazioni fasciste. Ai corsi di formazione che stanno svolgendo i neoparlamentari grillini, ne urge uno speciale per la deputata Lombardi: quello su democrazia, socialismo, fascismo e dittaturà». Vanni Destro è già pentito del voto ai Cinque Stelle. «Che tristezza Robè...».

E riporta il passaggio incriminato dello scritto di Roberta Lombardi sul suo blog. «Tu questo hai scritto: 'Da quello che conosco di Casapound, del fascismo hanno conservato solo la parte folcloristica (se vogliamo dire così), razzista e sprangaiola. Che non comprende l'ideologia del fascismo, che prima che degenerasse aveva una dimensione nazionale di comunità attinta a piene mani dal socialismo, un altissimo senso dello stato e la tutela della famiglia. Quindi come si vede Casapound non è il fascismo ma una parte del fascismò». Destro conclude: «Non mi pare ci sia molto da interpretare. E io non sono un giornalista. Sento lo stridio dell'arrampicata sughli specchi. Ho votato M5S e l'ho promosso e sostenuto dal 2009, mi aspettavo altro».

Non si placa la rabbia di una parte del Movimento Cinque Stelle contro le considerazioni della Capogruppo designata alla Camera, Roberta Lombardi. Antonio Caprari le ricorda che la «Costituzione nasce dall' antifascismo. E i comunisti, e non solo loro, hanno contribuito a crearla, prima con la Resistenza poi con la Costituente. È bene non rimuovere certa memoria e certi valori storici e soprattutto vista la nostra stroria non mettere tutti sullo stesso piano». Simone Poletti vorrebbe essere aiutato a capire «quando il fascismo aveva un altissimo senso dello stato e quando invece è cominciato a degenerare. Perchè per come l'ho studiato io- sottolinea- i primi vagiti li ha emessi con gli incendi alle camere del lavoro e la sua affermazione al potere l'ha suggellata con il delitto Matteotti. Forse prima di parlare a vanvera di fascismo avresti dovuto informarti meglio». Per chiudere il caso, ragiona ancora Caprari, basterebbero due parole magiche: «Sono antifascista».