L'abbaglio degli “anti-casta”
Quello scontrino non è dei senatori

27 ottobre 2011
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scontrinoSu internet circola la foto di uno scontrino. Viene dalla mensa del Senato. Un primo di trofie a 87 centesimi. Una tagliata con rucola e grana 3,41 euro. Conto totale per un pasto: 7.50 euro. Un prezzo irrisorio. Scandalo! Vergogna! Ma quello scontrino non riguarda un pranzo dei senatori. E' per un pasto dei dipendenti. Lavoratori come tante aziende hanno. Invece lo scontrino circola come "manifesto" per denunciare i privilegi dei parlamentari. E' al contrario una bufala. Lanciata ad arte.

Tanti lettori, nei commenti qui sotto, chiedono come possiamo scrivere che quel menù non riguarda i senatori. E' semplice: lo abbiamo verificato da fonte sicura e affidabile, abbiamo controllato quali sono i prezzi per un pasto dei parlamentari e sono più alti. Sono quelli di cui si parla più sotto con un paio di esempi.

Com'è facile immaginare, su Facebook la notizia ottiene migliaia di post. Tanti infuriati, tanti si indignano, tanti "gridano" allo scandalo: ma come, non avevano alzato i prezzi a livello di mercato? C'è chi dice: un'ulteriore presa in giro. No. In questo caso si può e anzi si deve parlare di una notizia falsa, creata ad arte, per attaccare chi fa politica a prescindere.

La mensa del Senato aveva in effetti prezzi assurdi. E come quel malcostume venne a galla nella prima metà di agosto, ovvero a conoscenza della pubblica opinione, ci fu una correzione di rotta. Il ristorante, che  alzò i prezzi. E con effetti anche abbastanza drastici. Un piatto di cicoria (una verdura che si trova solo a Roma e dintorni) a pranzo costa quasi 10 euro. Decisamente tanto, per un piatto buono e saporito ma comunque "povero". In un buon ristorante in centro si può pagar meno. Un primo va dai 10 ai 15 euro. E una conseguenza dei prezzi ritoccati è stata che diversi senatori lo frequentano meno. Altri, soprattutto non romani, continuano ad andarci per praticità.

Poi su fb c'è chi si scandalizza comunque. I dipendenti sono però persone che lavorano quotidianamente. Allora è bene ricordare che tante aziende danno buoni pasto per ogni giorno di lavoro che in media vanno dai 5 ai 7,50 euro. Che poi la maggioranza delle persone che lavorano non abbiano niente per il pasto da consumare in mezzo alle ore di lavoro, soprattutto i precari ma non solo loro, è purtroppo vero.