Da otto anni sulla cresta dell'onda virtuale, Malafemmena non ha bisogno di presentazioni. Il blog della dottoressa Dania ci ha raccontato pensieri e tempi in evoluzione. “Ho passato quasi otto anni della mia vita tra queste pagine e non saprei come si fa a tornare a vivere senza rielaborare i monologhi interiori in forma di post”, ammette sconsolata. Ma anche: “A volte bisognerebbe smettere di cercare di dire la cosa giusta e imparare a usare il silenzio giusto”. Un bel tacer non fu mai scritto, Claudio Monteverdi.
Ora Dania avrà un suo blog sull'Unità. Malafemmena diventa “Pasionaria Pigra”, cioè “La rivoluzione stanca”, citazione che unisce il Che e Pavese. Lo spiega così: “Ho sempre voluto fare la rivoluzione ma ero troppo pigra, incitavo gli altri aspettando che qualcuno iniziasse e poi l'avrei seguito; sì, insomma, come averla fatta. Ancora adesso mi guardo in torno, guardo ai giovani, nel caso vadano avanti loro. Del resto per noi italiani le rivoluzioni sono pigre. Fanno eccezione i mazziniani, che poi infatti hanno smesso”.
Già, ma intanto hanno fatto l'Italia.
Hanno fatto l'Italia fallendo, fallimento dopo fallimento. E non sono più quei tempi e quella forza ideale. La rivoluzione stanca, tutti vorremmo essere Che Guevara, ma poi restiamo davanti alla tv con l'idea che la rivoluzione sia lì dentro. L'importante è indignarsi. E noi ci indigniamo, partecipiamo, urliamo contro la tv. L'importante è non restare a casa a covarla, l'indignazione. Perché può capitare di perdere il telecomando.
Sempre in bilico su un tacco 12, al limite del feticismo. Tanto da dare lezioni di camminata “non cammellata” (ginocchia rigide, ragazze) e sensuale (piccoli passi e gioco di caviglie), attenzione a sanpietrini e tombini assassini (per il tacco 12, naturalmente). Jessica Rabbit è di sinistra?
Sì, è vestita di rosso e sta con un coniglio, che è un po' diverso. E poi, diciamolo, è una brava persona. Il tacco 12, che c'è di male? E' femminile, l'autostima sul tacco viene considerata degradante, non ci sto. Perché non mi devo curare, non devo essere femmina come voglio io?.
Già, come vuoi tu, non come ti vogliono.
Ognuna può essere femmina come gli pare. Rifiutare la femminilità imposta, recuperarla... Io scelgo il tacco e ne faccio un vessillo.
E' scomodo...
Ma è ben per questo che ho organizzato i corsi di camminata con la Stiletto Accademy. Ci piacciono i tacchi, ma non dobbiamo massacrarci i piedi. Basta imparare.
Rivendichi di essere precaria volontaria. Perché?
Mi sembra inutile la corsa al posto fisso. Laureata nel 2002, sono entrata nel mondo del lavoro con la legge 30, con una prestazione d'opera intellettuale. Poi l'hanno commutata in prestazione d'opera occasionale, già una degradazione sul campo. Insomma, da libera precaria professionista riesco a guadagnare più o meno quel che mi dava il posto fisso. E poi, guarda: in molte realtà di piccole aziende, tutta questa sicurezza non c'è affatto, si vivacchia. Io, almeno, l'ho scelto.
Hai cambiato più città tu che tagli di capelli io. Cosa hai lasciato e cosa ti hanno lasciato?
Ho lasciato grandi disastri relazionali, una marea di colleghi piacevoli e tante osterie e bar preferiti. Cosa mi hanno lasciato le città? Ho amato quelle più teatrali, Napoli, Parigi, Il Cairo, Venezia. Sono un grande palcoscenico, dove per fingere di essere una persona seria ti ritrovi sempre a recitare. Il ché è utile, molto utile per una precaria volontaria. Che deve millantare là dove una dipendente deve dimostrare.
Con passione e con garbo. E' questo l'altro modo di fare politica delle donne?
Penso ci voglia molto garbo, bisognerebbe abbassare i toni, La politica è tutta urlata, non si capisce niente; e poi noi donne quando urliamo abbiamo un tono di voce fastidioso. Se abbiamo cose da dire, meglio dirle con garbo. Certo, in politica c'è chi non ha niente da dire, basta sorridere, per questo le hanno prese. E qui torniamo al tacco 12...
Che appuntamento hai domani, domenica 12?
Vado a Pietrasanta, a una manifestazione dove gli autori raccontano i libri che non hanno ancora scritto. E' molto rilassante: nessuno ti mette a disagio perché non hai letto quel che dovevi. Si parla di libri del futuro. Ma, aspetta, domenica... Il referendum!. Io voto lunedì. Assolutamente. L'ho anche scritto nel mio blog: chi non va a votare rischia terribili sventure.