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Editoria, giro di vite sui contributi
Ecco i dettagli della nuova legge

Con 454 voti favorevoli, 22 contrari e 15 astenuti la Camera ha approvato in via definitiva il decreto che contiene norme per il riordino dei contributi alle imprese editrici.
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12 luglio 2012
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Con 454 voti favorevoli, 22 contrari e 15 astenuti l'Aula di Montecitorio ha approvato in via definitiva il decreto che contiene norme per il riordino dei contributi alle imprese editrici. Il provvedimento è ora legge dello Stato.

Tra le novità contenute nel decreto l'innalzamento della percentuale di vendite necessaria per accedere ai contributi, che deve essere pari, rispetto alle copie distribuite, ad almeno il 25% per le testate nazionali. Per le testate locali, invece, il rapporto tra copie tirate e copie vendute in edicola deve essere almeno del 35%. Ancora, abbassamento anche del numero di regioni in cui bisogna distribuire la testata per essere considerati periodico a tiratura nazionale: da 5 regioni a 3. Tra i requisiti di accesso sono inserite anche la previsione di un numero minimo di giornalisti dipendenti e , per le cooperative di giornalisti, la mutualità prevalente.

È eliminato il requisito di un tetto massimo alle entrate pubblicitarie e sono introdotte semplificazioni per le cooperative di giornalisti che subentrano al contratto di cessione in uso o acquistano una testata che ha avuto accesso ai contributi entro il 31.12.2011.

Il provvedimento introduce anche nuove regole per la determinazione dei criteri di calcolo dei contributi. In particolare i contributi deriveranno dalla somma di una quota rapportata ai costi sostenuti e di una quota rapportata alle copie, che ora sono quelle vendute e non più quelle distribuite.

L'importo complessivo del contributo corrisposto a ciascuna impresa non può comunque superare quello riferito al 2010. I nuovi creteri riguardano anche i giornali organo di partito. Nel corso dell'approvazione del provvedimento al Senato, sono state inserite disposizioni che riguardano i contributi per i periodici italiani pubblicati o diffusi all'estero ( è autorizzata la corresponsione dell'importo complessivo di 2 milioni di euro, in ragione d'anno, di contributi a favore di periodici italiani pubblicati all'estero da almeno tre anni e di pubblicazioni con periodicità almento trimestrale edite in Italia e diffuse prevalentemente all'estero da almeno tre anni, anche tramite abbonamenti a titolo oneroso per le pubblicazioni online) e semplificazioni per i periodici web di piccole dimensioni.

Inoltre, sempre in materia di editoria, la Commissione cultura della Camera ha intanto calendarizzato l'avvio dell'esame del provvedimento che conferisce al Governo una delega, da esercitare entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge, per la definizione di nuove forme di sostegno all'editoria e per lo sviluppo del mercato editoriale. In particolare, si prevede: il riordino della normativa vigente, al fine di contenere gli oneri e consentire una maggiore selezione dei beneficiari; la previsione di incentivi per l'avvio di nuove imprese editoriali, per l'innovazione tecnologica e per la multimedialità; la promozione della lettura; la ridefinizione del quadro delle competenze, anche in materia di diritto d'autore e comunicazione istituzionale.