I tempi cambiano, i governi crollano, i cari vecchi leader si ritirano nelle stanze di palazzo Grazioli, ma i direttorissimi restano. Ultima voce del padrone di un qualche peso (rumoroso) nella scena pubblica, le guide delle testate riconducibili a Berlusconi, o comunque a lui vicine, in questi giorni sono le uniche a non essersi accorte del cambiamento. Tuonano ancora contro la sinistra comunista (questa volta in combutta con i tecnocrati, i poteri forti e l'universo tutto), i soliti magistrati e continuano a nascondere le notizie.
Principe del genere era ed è rimasto Augusto Minzolini. Famosi i suoi ridimensionamenti, i suoi editoriali in difesa del premier, i servizi interminabili su notizie che non vengono menzionate neanche sui fogli di provincia e quelli micragnosi sulle notizie sgradite.
E' ricapitato ieri sera, ma questa volta ha fatto segnare un vero e proprio record. Meno di venti secondi per dare la notizia sulla nuova inchiesta che coinvolge Marcello Dell'Utri, senatore Pdl e fondatore di Forza Italia. Il senatore è indagato dalla Procura di Palermo nell'inchiesta sulla cosiddetta trattativa tra Stato e mafia. Condannato in appello a 7 anni per concorso in associazione mafiosa, Dell'Utri sarebbe accusato in questa indagine di violenza o minaccia a un corpo istituzionale, politico, amministrativo o giudiziario.
Una cosa da niente, per il telegiornale della rete ammiraglia della Rai, una cosa che vale sicuramente meno dell'annoso problema di cui si occupa un altro dei servizi del tg – da notare: quello immediatamente successivo alla notizia su Dell'Utri, cioè proprio in chiusura – quello dedicato a un'annosa questione che ogni anno sconvolge il mondo: le luminarie montate per Natale. A quanto pare, quest'anno sarebbero un po' troppo avanguardistiche – e pazienza per le notizie vere, gli italiani non possono non essere informati sugli addobbi di Los Angeles o Parigi.
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